XV/ Marconi, la differenziata non va

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La nuova raccolta differenziata è ormai una consuetudine per gli abitanti del Municipio XV in zona Marconi, che hanno visto la graduale scomparsa dei cassonetti verdi e grigi (quelli che raccoglievano l’indifferenziata), sostituiti da 14 diversi punti di raccolta che funzionano per fasce orarie. A otto mesi dalla sua entrata in vigore rimangono però ancora molte perplessità da parte dei cittadini che, nonostante la campagna informativa e la disponibilità degli operatori AMA presenti nei punti di raccolta, non riescono ad adattarsi al nuovo sistema e lamentano un’eccessiva rigidità delle fasce orarie e un peggioramento nel servizio di smaltimento. 

Siamo andati di persona a verificare la situazione di Via Francesco Grimaldi. Alle 9.30 i cassonetti si presentavano ai nostri occhi circondati da diversi sacchetti di immondizia abbandonati sul marciapiede. Nei loro pressi due operatrici Ama presidiavano la postazione in attesa dell’arrivo del camion che avrebbe dovuto fare pulizia dei sacchetti in eccesso. Marianna, una delle due operatrici , si è dimostrata molto disponibile a rispondere alle nostre domande e ci ha spiegato che secondo lei il sistema deve ancora consolidarsi. D’altronde la necessità di ridurre il volume della spazzatura destinata alla discarica di Malagrotta, ormai vicina al punto critico, ha reso necessaria la diversificazione tra rifiuti organici e materiale non riciclabile, che in questo modo diminuirebbe almeno del 60% -70%. Secondo la giovane operatrice Ama «gli anziani riescono a raccogliere meglio perché questo sistema era già presente molti anni fa, mentre le persone sui quarant’anni, quelle che lavorano negli uffici, non sono abituate e non riescono a percepire la reale necessità di questa differenziazione».

L’imposizione di precise fasce orarie infatti non va giù a molte persone che in assenza dei normali cassonetti decidono di buttare direttamente sul marciapiede i loro sacchetti. Graziella Gianni, abitante della zona, si lamenta della situazione di degrado dei marciapiedi che al mattino si presentano ingombri di rifiuti e maleodoranti. Lei stessa dichiara di trovare gli orari molto scomodi: «Vado a lavoro alle 7 del mattino e a quell’ora non c’è ancora nessuno per consegnare le buste». Non mancano però gli apprezzamenti per la nuova iniziativa.

Costantino, un pensionato del quartiere, dichiara di trovarsi bene. Ammette che forse è un po’ complicato da capire all’inizio, perché la gente non ha ben chiaro come regolarsi sulla divisione dei rifiuti: «Si lamentano perché sono abituati male – commenta – non capiscono come differenziare la spazzatura». Bisogna segnalare che nei comuni dove è stata attuata la raccolta «Porta a Porta» il sistema ha dato i suoi migliori risultati, arrivando a superare il 60% di rifiuti differenziati a fronte di una media nazionale che con i sistemi tradizionali è ferma al 26%. Presto la nuova raccolta verrà estesa anche ad altri municipi di Roma, con la speranza che la buona pratica dei quartieri pionieri sia d’esempio, sia per i cittadini che per l’assestamento del sistema in se, sicuramente ottimo nelle intenzioni ma ancora da perfezionare nei fatti.

 

Alice Gussoni