XIII/ L\’Infernetto del Degrado lancia l\’Sos

0
29

 

Infernetto chiama Roma. «In questi giorni si parla molto del Piano strategico di sviluppo della Capitale e perciò cogliamo l’occasione per sottoporre all’attenzione delle istituzioni, delle amministrazioni,delle forze politiche, nonché di tutti i residenti, lo stato di degrado e abbandonoin cui versa  l’Infernetto da più di vent’anni», a parlare è Giosuè Mirizio, presidente dell’Associazione Infernetto Sicuro. Lungo e complesso l’elenco delle “cose che non vanno” nel quartiere residenziale del Municipio XIII che negli ultimi anni ha subito una crescita demografica senza precedenti. Insomma, circa 40mila abitanti e opere pubbliche al lumicino.

«Esistono 250 strade di cui solo una decina acquisite a patrimonio comunale, le restanti sono private aperte al pubblico transito, che perciò non possono essere poste in manutenzione  accelerandone così giorno per giorno lo stato di degrado – spiega Mirizio – Anni fa una delibera del consiglio municipale prevedeva l’acquisizione di 82 di esse, ma a tutt’oggi tale progetto non si è realizzato. Colombo, un altro nodo  cruciale per la sicurezza. Chiediamo l’apertura di un nuovo incrocio all’altezza di via Stradella per fluidificare il traffico da e per Roma. Attualmente gli sbocchi sulla Colombo sono due: via Canale della Lingua e via Wolf Ferrari: su quest’ultima chiediamo di realizzare il sottopasso tantevolte promesso e mai giunto a buon fine. 

Realizzare le complanari, risistemare icordoli e mettere in sicurezza i fossi, molto pericolosi, le altre emergenze. La particolare situazione di insicurezza dovuta ad una insostenibile escalation di rapine e furti in abitazione e negozi ciha spinto fin dal 2004 a raccogliere firme,ben 12.500, per ottenere  un presidio fisso delle forze dell’ordine e nel 2009 ad indirizzare un appello al Presidente della Repubblica. Il risultato fin qui ottenuto è di avere da due anni a questa parte un servizio di vigilanza  da partedelle forze dell’ordine che ha reso più vivibile  il territorio; ma il desiderio dei residenti è comunque quello di avere un presidio fisso».