Frascati/ Rimpasto, i dubbi di Di Tommaso

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Un braccio di ferro che dura da ormai due mesi e per il quale non si scorgono ancora spiragli. L’unica certezza, ad oggi, è che tutti gli assessori – seppur “congelati” – restano al proprio posto, compresi quella Danda Tavani (Cultura) e quel Paolo Ciuccoli (Ambiente) le cui teste erano state già date per saltate. Tra il sindaco Stefano Di Tommaso e il “suo” partito, il Pd, siamo alla guerra fredda spinta.

E come ogni guerra fredda che si rispetti, in superficie filtra poco o nulla. Se dunque è vero che Di Tommaso sta aspettando il momento giusto per mandare in scena un rimpasto dato per certo in questi primi giorni della settimana, ci deve essere stato qualcosa che ha frenato le intenzioni del sindaco, comunque ben disposto a dare maggiore rappresentatività alla corrente Posa. Lo stretto braccio di ferro a tre prosegue sulla medesima linea degli ultimi giorni con qualche lieve aggiustamento: perché c’è una poltrona della Sts (la multiservizi comunale) da assegnare dopo i rifiuti di Ducci e di Mascherucci (Pd), perché ci sono delle deleghe esterne da consegnare (dopo il “no grazie” di Maria Victoria Carocci, fedelissima del Pd) e perché, soprattutto, l’equilibrio di forze in campo in questo momento sarebbe stravolto dalla surroga della Tavani con un uomo di Posa.

Sta di fatto che chi credeva che quella di oggi pomeriggio (il convegno sul turismo organizzato dall’associazione “Alfabeti del futuro”) sarebbe stata l’occasione giusta per insignire ufficialmente il posiano Gianpaolo Senzacqua del titolo di assessore, è stato smentito. Tanto più che, pare, dopo l’iniziale disponibilità, lo stesso sindaco Di Tommaso (che comunque anche martedì ha smentito ogni ipotesi di rimpasto) potrebbe dare forfait. Un primo cittadino che resta quindi stretto tra la necessità di dare spazio all’uomo che lo ha portato sino alla poltrona più in vista di palazzo Marconi (e Posa ad oggi può ancora vantare un bel mucchio di voti) e un Pd che in caso di rimpasto sarebbe disposto a battagliare.

Contestando bilancio e relativo assessore (Morelli, quota Frascati a sinistra), contestando magari l’ordinamento del Consiglio comunale (presidente Ciuffa, lista Di Tommaso), lamentando le lacune della differenziata (Ciuccoli, Moderati) o la scarsezza di iniziative sul fronte del commercio (Romoli, lista Di Tommaso). Un Pd variegato ed al momento compatto che corre il solo grande rischio di spaccarsi.

 

Marco Caroni

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