Ragazza violentata a Trinità dei Monti: è il secondo stupro in tre giorni nel centro di Roma

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Roma sprofonda nuovamente nella psicosi stupri. 

Una giovane di 23 anni è stata violentata la notte scorsa in via San Sebastianello, nella zona di Trinità dei Monti a Roma. La ragazza è stata aggredita e trascinata da due uomini tra due automobili in sosta ed uno di loro l'ha violentata. La 23enne, universitaria spagnola che studia nella capitale, è tornata prima a casa, ha chiamato il fidanzato che l'ha accompagnata al pronto soccorso dell'ospedale Vannini. La vittima ha detto agli agenti della Squadra mobile che si stanno occupando del caso di essere stata minacciata dai suoi aggressori con un coltello. Nel referto dei medici si parla di «violenza sessuale riferita», senza alcun giorno di prognosi. La vittima, ascoltata dagli agenti, ha detto di essere stata avvicinata e minacciata con un coltello da due sconosciuti, verosimilmente italiani, dopo essere uscita da un locale dove probabilmente lavora. Poi è stata portata in un luogo buio dove sarebbe avvenuto lo stupro. Quest'ultima ha anche tracciato un identikit dei suoi aggressori e in queste ore le telecamere in zona Trinità dei Monti, che potrebbero aver immortalato gli aggressori, sono al vaglio degli investigatori. Ricerche immediatamente diramate alle oltre 70 pattuglie della polizia in giro per la città. E' il secondo stupro in pochi giorni nel centro della capitale. Mercoledì sera una turista americana era stata violentata da un romeno all'interno del suo covo in una cabina dell'energia elettrica a Villa Borghese. 

Durissime le reazione dell'opposizione di centrosinistra.

«La notizia dell'ennesimo stupro avvenuto l'altra notte a Roma in pieno centro, lascia tutti noi sbigottiti», commenta il senatore dell'Italia dei Valori Stefano Pedica. «Il primo cittadino aveva fatto della sicurezza il cavallo di battaglia della sua campagna elettorale – aggiunge – La giunta capitolina, esercita un potere talmente sciocco che fa passare la sicurezza per l'idea di blindare la città, ricorrendo all'esercito e ai blitz delle forze dell'ordine. Una città sicura vive di giorno e di notte, è attraversata da folle di persone, è illuminata ed offre servizi e cultura in ogni suo angolo. Alemanno è l'asino della materia sicurezza. A quanti omicidi e stupri, ai danni delle donne, dovremo ancora assistere per far passare la mentalità che la battaglia alla violenza è innanzitutto culturale. Roma deve tornare a vivere, ad essere una città sicura e accogliente e non la capitale dell'esercito fuori dalle metropolitane».

Intervento critico anche da parte della deputata del Pd Ileana Argentin, esponente dei democratici del Lazio: «È davvero assurdo e sconvolgente che il centro di Roma, ed in particolare la vetrina di Piazza di Spagna, sia terra di nessuno e palcoscenico di violenze ai danni di giovani ragazze». «L'aumento di questo tipo di aggressioni vigliacche a donne inermi dimostra come nulla sia stato fatto sul tema della sicurezza – prosegue l'Argentin – e come,invece, si sia perso solo del tempo. La Capitale non può in alcun modo continuare ad essere insicura e preda di scorribande ai danni delle donne e, se davvero si vuole fare sul serio bisogna riconoscere con onestà che con la propaganda e gli annunci non si è arrivati a nulla».

L'Amministrazione Alemanno commenta il terribile fatto di cronaca per bocca dell'assessore alla politiche sociali Sveva Belviso, che ha espresso vicinanza alla turista aggredita la scorsa notte da due uomini a Trinità dei Monti. Una vicenda che – dice Belviso – lascia senza parole, rispetto alla quale attendiamo che si faccia piena luce e che vengano identificati gli autori di questo terribile reato». «Chiediamo alle forze dell'ordine la massima mobilitazione perchè episodi del genere – continua – oggettivamente molto gravi, non debbano mietere più vittime nella nostra città». «L'Amministrazione capitolina – conclude Belviso – conferma la sua disponibilità ad offrire alla vittima il necessario supporto psicologico per affrontare un momento così delicato e difficile».