La Garbatella compie gli anni, ma cade a pezzi

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Il 18 febbraio 1920, in quella che oggi è piazza Brin, fu posta la prima pietra del quartiere popolare della Garbatella. Un'ampia fetta di territorio compresa tra San Paolo, la via Ostiense e la Cristoforo Colombo. Nato come nuovo concetto di quartiere, quello della città – giardino e costruito per ospitare tra gli altri gli sfollati di via della Conciliazione e di via dei Fori Imperiali, ieri il quartiere "garbato" della Capitale ha spento le sue prime 91 candeline. Ma non è tutto oro quello che luccica e i problemi nelle vecchie case della Grabatella ci sono a dispetto della loro bellezza e unicità del tessuto urbanistico.

Almeno stando a quanto da oltre un anno va denunciando il presidente del Municipio XI Andrea Catarci che ieri, in occasione della festa popolare di piazza Brin, ha lanciato nuovamente il suo grido d'allarme: «La Garbatella cade a pezzi, nessuno ci mette mano, molti lotti necessitano di ristrutturazione, anche la prima pietra avrebbe bisogno di interventi».

Il minisindaco ha continuato lanciando un appello alle istituzioni competenti: «Lo avevamo già detto lo scorso anno per i 90 anni, anche al sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro e torniamo a dirlo anche quest'anno, perchè nulla si è mosso. L'Ater, proprietario di gran parte delle strutture da solo non ce la fa, serve un piano straordinario e torniamo a chiederlo alle istituzioni e anche al Ministero per i beni culturali». In questi primi 91 anni di vita il quartiere ha modificato il suo tessuto sociale e molti degli appartamenti dei lotti abitati dal «popolo» sono stati venduti, ma la gran parte delle case e in particolare i grandi edifici chiamati «alberghi» restano di proprietà dell'Ater.

Il neo assessore capitolino alla cultura, Dino Gasperini, anche lui presente alla cerimonia della prima pietra, ha fatto sapere: «Mi farò promotore per un tavolo di lavoro congiunto affinché la Garbatella abbia il massimo rispetto per il suo valore storico». Il problema sono come al solito le risorse che do- vrebbero servire alla risistemazione del quartiere, dei suoi lotti, dei suoi giardini e dei suoi palazzi. A questo proposito Gasperini ha sottolineato che: «Vanno trovate le risorse che deve mettere in campo il proprietario, ossia l' Ater, con la Regione, ma da parte nostra c'è tutto il sostegno. Intanto però – ha poi concluso Gasperini – accelereremo al massimo le procedure di riconoscimento della Garbatella come rione storico».

 

Flavia Bagni