Non decolla la \”Valle dei Latini\”, azzerato il Cda

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Nanche il tempo di poter ricevere i primi finanziamenti. Questo il destino del cda della società di gestione della Valle dei Latini, nominato a marzo scorso dall'assemblea dei soci e da poco azzerato dopo la recente nomina del commissario dell'Arsial. Nessuno a dir la verità si era accorto della sua presenza.

La sua mission consisteva nella riqualificazione economica e ambientale della Valle del Sacco ma quel distretto agroenergetico annunciato dall'allora assessore Valentini nel 2007 è rimasto finora lettera morta All'inizio si parlava di coltivazione di girasoli per la produzione di biomasse ma i terreni individuati nell'area di Gavignano non avevano le giuste caratteristiche zootecniche. Si è provato così con i pioppi e il risultato sembra riuscito.

Oggi esistono centinaia di piante nell'area di tutela ma di riconversione energetica neanche l'ombra. Anche le più semplici operazioni di potatura sembrano ormai abbandonate. Il risultato è un buco nell'acqua, con alcun beneficio per allevatori e enti locali interessati. L'iniziativa di rilancio resta nelle mani private e a quello strumento del project financing fin troppo abusato in questo territorio. E i risultati non sempre premiano i cittadini.

A Colleferro ad esempio il comitato dei residenti della via Palianense ha intrapreso un'azione di lotta contro Regione e Comune per la realizzazione di un parco fotovoltaico a confine con la Selva di Paliano. «Mi auguro – ha detto l'ex presidente della Valle dei Latini Giuseppe Sardone – si possa rimettere mano in maniera seria a questo progetto. Credo che l'idea di un rilancio agroenergetico sia l'azione più giusta da intraprendere in questo territorio ma serve l'appoggio degli enti locali».

 

Carmine Seta