Frascati/ Pd-Posa, prove di riavvicinamento

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Si cerca una soluzione per non arrivare allo scontro diretto. Tra circolo del Partito Democratico e Franco Posa sarebbero in atto manovre di avvicinamento sponsorizzate dall'alto. E, d'altra parte, gli organi sovracomunali non guardano certo di buon occhio la frattura accentuatasi negli ultimi due mesi tra il sindaco e il partito, proprio per il potenziale ingresso di un esponente direttamente riconducibile alla corrente Posa nella Giunta comunale. Da che parte arriva l'avvicinamento e lungo quale linea?

Al momento, quantomeno nelle dichiarazioni formali, apparirebbe evidente che il partito non abbia alcuna voglia di cedere sul punto specifico: difendendo a ripetizione i propri assessori, Danda Tavani su tutti, il Pd ha scelto una linea di fermo contrasto alle manovre in atto. Ma si tratta di una situazione dinamica e potenzialmente destinata a mutare. Tante, infatti, le anime di un circolo che prima dell'esplosione del "caso Posa" si mostrava comunque sfaccettato. Proprio sulla leva della pluralità interna starebbero spingendo il sindaco Di Tommaso e lo stesso Posa, magari grazie anche ad appoggi sovracomunali.

Il primo (Di Tommaso) "offrendo" la poltrona della presidenza della Sts, il secondo cercando un possibile accordo che consentirebbe l'ingresso in Giunta di Senzacqua. Ricevuto da Roma il diktat di smussare le asperità e di evitare ad ogni costo di mettere minimamente in pericolo la tenuta della coalizione di governo cittadino, da via dell'Asilo 4 (sede del Pd frascatano) per il momento si tiene il punto. Le "condizioni al contorno" stanno però velocemente mutando e l'atteggiamento del sindaco Di Tommaso, che mantenendo congelata e in secondo piano la Giunta sta accentrando funzioni e, soprattutto, comunicazione, lasciano intendere un giro di vite.

E cercare spazio tra le fessure che potrebbero localmente aprirsi tra le anime e le pieghe del Pd cittadino appare tattica percorribile. Anche se per il momento, pare, improduttiva. Il braccio di ferro, insomma, potrebbe non durare a lungo anche se in molti in casa Pd sono pronti a dichiarare guerra al sindaco.

 

Marco Caroni