Tor Bella Monaca: un progetto, tante incognite

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La giunta Alemanno ha approvato ieri la delibera per l'intervento di demolizione e ricostruzione di Tor Bella Monaca. Un progetto – l'unico per la verità in tre anni di una qualche dimensione urbanistica  – che l'attuale Amministrazione ha presentato come epocale ma che rischia di naufragare sotto il peso schiacciante della realtà. Se ne rende forse conto il sindaco, che commentando l'atto adottato ieri ha sottolineato come la delibera sia «la dimostrazione che la nostra idea non era un sogno né un'utopia», quasi provasse a convincere se stesso prima ancora che gli altri.

Il masterplan presentato lo scorso autunno prevede infatti la demolizione di 5.500 edifici del quartiere, in sostanza tutti quelli di proprietà comunale, e la costruzione ex novo di un milione e centomila metri quadri di superficie utile lorda affidati al disegno dell'architetto Leon Krier. Risultato: secondo le intenzioni dell'amministrazione capitolina gli abitanti di Tor Bella Monaca dovrebbero passare dagli attuali 28 mila a 44 mila a fronte di un incremento dei servizi del tutto inadeguato.

Il costo dell'operazione? Un miliardo e quarantacinque milioni di investimenti privati da trovare chissà dove. Insomma un gigantesco Lego – di cui Cinque Giorni tornerà presto a occuparsi – che temiamo non vedrà mai la luce e che servirà ad Alemanno per provare a recuperare parte dei consensi perduti, o almeno a uscire dall'angolo dei fallimenti in cui s'è cacciato a forza di proclami. Quel poco che basta per non finire spacciato.

 

Christian Poccia