II/ Rischio chiusura per l\’ambulatorio di Piazza Istria

0
34

 

Il mese prossimo rischia di chiudere l'unico ambulatorio gestito da medici di medicina generale, a Roma e nel Lazio, che funziona tutti i giorni compresi il sabato e la domenica e tutti i festivi dalle 8 alle 20. Si tratta del Poliambulatorio di Piazza Istria a Roma, nato sotto la passata legislatura regionale per intercettare i codici bianchi ed evitare affollamenti nei Pronto Soccorso grazie a un accordo tra i Medici di Famiglia Soci della Cooperativa Sociale Romamed (50 medici collegati in rete con l'ambulatorio attraverso software con piattaforma e database pazienti condivisa) e l'Azienda Asl RMA.

Un progetto che per un anno ha funzionato, e anche bene. A dirlo sono i numeri: circa 3000 visite gratuite assicu- rate in un anno: 1300 nei giorni feriali e oltre 1600, nei giorni festivi (sabato, domenica) e prefestivi. Solo il mese scorso, in concomitanza con l'epidemia influenzale, sono arrivate da tutta Roma 257 telefonate per consigli medici di vario genere e l'ambulatorio ha effettuato 342 visite. Numeri più che confortanti che decretano il successo dell'operazione. Però la convenzione con la Asl, partita il primo febbraio del 2010, scade il 31 marzo 2011 e l'ambulatorio è a rischio chiusura. A lanciare l'allarme è Esterino Montino, capogruppo regionale del Pd che questa mattina ha visitato la struttura.

«Con i soldi spesi dalla Regione Lazio per la campagna pubblicitaria sulle liste d'attesa (300mila euro) si sarebbero potuti aprire 2 ambulatori per 365 giorni e per 12 ore di fila in altri quartieri di Roma. Strutture come queste possono aiutare a gestire meglio le priorità dei grandi ospedali che in questo modo possono migliorare anche la qualità della prestazione stessa e la cura per il paziente – ha detto Montino – Il Partito Democratico presenterà a breve un progetto di legge per dare vita a poliambulatori attrezzati in ognuno dei 56 distretti del Lazio». Il costo totale a carico del bilancio sanitario è stimato intorno ai 5 milioni di euro. Soldi ben spesi che andrebbero a esclusivo beneficio dei pazienti del Lazio e darebbero un grande aiuto per ridurre interminabili liste di attesa.