Valorizzazione ex caserme: protestano comitati e associazioni

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Con la Finanziaria 2009 si è dato il via libera alla valorizzazione degli immobili militari grazie ai "fondi immobiliari d’investimento"promossi dal ministero della Difesa con accordi di programma con gli enti locali. Dalla “valorizzazione” delle 15 strutture situate entro il Gra, per un totale di 82 ettari, 500mila mq di superficie utile lorda e una volumetria complessiva di 1,5 milioni di metri cubi, si ricaverebbero circa 2,5 miliardi di euro (il doppio dalle stime dei comitati romani), di cui 600 milioni andrebbero nelle casse del Comune per ripianare il deficit di bilancio. Tra queste strutture, alcuni forti romani costruiti nell’800: Boccea, Trionfale, Tiburtino, Pietralata. Aree situate in zone già ad alta densità abitativa, che con una variante al Prg per il cambio di destinazioni d'uso, si potrebbero trasformare in abitazioni, parcheggi e centri commerciali.

Se per il sindaco Alemanno è «un avvenimento storico per la città»e per l'assessore al Patrimonio e alla Casa, Antoniozzi, è «una valorizzazione non solo per fare cassa ma anche per interventi di housing sociale, specie per le case di militari e forze di polizia», l’ operazione è messa in dubbio dai cittadini che chiedevano di farne strutture e spazi culturali. Come il “Comitato per l’utilizzo pubblico delle caserme Trionfale-Boccea”, che mercoledì scorso in un’assemblea pubblica ha dibattuto del futuro di uno dei posti più belli e panoramici di Roma: Forte Trionfale a Monte Mario. Tra le tante proposte fatte, anche quella di portare nel forte una parte degli uffici del XIX municipio per risparmiare sull'affitto delle palazzine in via Battistini e un collegamento tra il futuro parco Trionfale e quello dell'Insugherata.

«Con la delibera 60/2010, approvata a notte inoltrata a ridosso del ponte di Ognisanti e nel silenzio della stampa e dell’opposizione – denunciano i comitati romani – questi storici edifici e centinaia di ettari di terreno sono stati regalati per poche centinaia di milioni ai grandi costruttori e ai fondi immobiliari partecipati da banche italiane ed estere».Per questo dopo le manifestazioni locali, i volantinaggi e la raccolta di firme per la delibera di iniziativa popolare,il 18 febbraio s’incontreranno per stilare un unico documento con le osservazioni al "Piano di alienazione e valorizzazione degli immobili militari", da consegnare ad Alemanno entro il 22 febbraio. 

 

Maurizio Ceccaioni