Genzano, sequestrati 65mila Kg di funghi velenosi cinesi

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Funghi velenosi dagli occhi a mandorla potevano nuocere ai residenti dei Castelli Romani. Dalla Cina un carico di 65 mila chili di funghi avvelenati destinati ad una ditta di Genzano che li avrebbe distribuiti nell’intera provincia. Il carico è stato sequestrato dal dipartimento di prevenzione, servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione diretto dal professor Agostino Messineo: «L’azienda sanitaria ha messo già in atto tutti i dovuti controlli su altre partite di funghi destinate al territorio coperto dal nostro distretto – ha detto Messineo –, siamo in una situazione di allerta derivante appunto dal cosiddetto “evento sentinella” appena verificatosi. E stiamo effettuando ulteriori analisi sui funghi».

Giovedì la partita di funghi proveniente dalla provincia cinese dello Yunnan è arrivata alla polizia di dogana di Civitavecchia, che ha provveduto a far effettuare le prime analisi dall’Arpa di Viterbo, la quale ne ha dichiarato la non conformità. Dopodiché i funghi sono arrivati nel magazzino della ditta genzanese, già sotto vincolo sanitario.

«Lo Yunnan è ricchissimo di funghi – ha continuato Messineo – che vengono esportati in tutto il mondo. I funghi destinati alla ditta di Genzano sono arrivati congelati, la maggior parte erano porcini e all’interno vi sono state iniettate due sostanze chiamate clorifos e eldrin, probabilmente per evitare che le larve intaccassero il prodotto». Clorifos, infatti, risulta essere un multi-insetticida che agisce per ingestione, inalazione e contatto. Ha anche un'azione acaricida e può provocare un grande effetto shock.

Anche eldrin è un insetticida e un potente neurotossico che ha cominciato a essere prodotto e usato a fini commerciali dall’inizio degli anni ‘50. Negli ultimi 25 anni è stato vietato nella maggior parte dei paesi del mondo. L’endrin, infatti, è tra le sostanze elencate nella convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (Pop) e nella convenzione della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite (Unece) sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza dei Pops.

 

Maria Chiara Shanti Rai