Crisi, alla Technicolor 73 giovani a rischio

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Il 28 dicembre, come un fulmine a ciel sereno, i lavoratori della Technicolor di via Tibutina, azienda che opera nel settore della post- produzione, hanno saputo all’improvviso che era stata aperta la procedura per licenziare 73 persone entro l’estate. Lavoratori tra i 30 e i 40 anni (età media degli addetti in Technicolor) che, da un giorno all’altro, si troveranno in mezzo alla strada. E ciò potrebbe avvenire addirittura senza alcun ammortizzatore sociale, visto che per questi lavoratori la cassa integrazione è prevista solo in deroga.

La Technicolor S.p.a. è una società facente parte di un gruppo multinazionale e opera in Italia nel settore dell’industria cinematografica e televisiva da più di 50 anni. In questo periodo subisce la crisi dell’intero settore: la riduzione dei volumi di produzione dei prodotti fotosensibili per la progressiva sostituzione della pellicola con il digitale. In ogni caso nessuno poteva immaginare un dramma di questa portata. «Non ci risulta che la Technicolor sia in fallimento o stia chiudendo – spiega un dipendente dell’azienda – e la pellicola non è un materiale che scompare in tempi così brevi. L’azienda ha fatto un calcolo molto approssimato sulla necessità del personale in base alla riduzione di pellicola, senza tenere conto dei picchi di lavoro, delle ferie, delle malattie. Si parla anche di intensificare i turni di lavoro che sono già al limite».

Turni pesanti, ripartiti in tre differenti fasce orarie, come avviene in genere per il lavoro di fabbrica, la mattina: dalle 6 alle 14, la sera: dalle 14 alle 22 e la notte: dalle 22 alle 6 del mattino. E in alcuni reparti, come quello dello sviluppo, il lavoro è veramente duro per il peso della pellicola da sollevare e per la ripetitività da catena di montaggio. La Thecnicolor è presente solo a Roma, in tutto il territorio nazionale, con due stabilimenti a via Urbana e a via Tiburtina. L’organico dell’azienda, al 20 dicembre 2010, era di 294 dipendenti, di cui 258 uomini e 36 donne. Oltre all’avvio delle procedure di mobilità dei 73 dipendenti, sono state anche spedite altre due lettere di licenziamento per due impiegate del settore contabilità de localizzato in Polonia.

«Siamo molto preoccupati per questa situazione – dichiara Massimo Luciani, segretario regionale Cgil lavoratori della comunicazione – soprattutto per le difficoltà a ottenere la cassa integrazione. E’ come un dialogo tra sordi. Di fronte a una crisi così vasta i lavoratori non possono essere lasciati soli. Non c’è stata neanche la volontà dell’azienda di riconvertire gli operai verso il digitale». L’azienda opera in un settore chiave per l’economia del territorio Proprio per questo i lavoratori della Technicor, che ieri si sono recati nella Provincia, chiedono il sostegno delle istituzioni e hanno fissato un incontro alla Regione nella prossima settimana. 

 

Francesca D'Amico

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