Tagli limitati all\’ospedale di Monterotondo

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«Ne prendiamo atto con soddisfazione e proseguiamo il confronto». E' il primo commento del sindaco di Monterotondo Mauro Alessandri alla notizia secondo la quale il neodirettore generale della Asl Brizioli avrebbe ricevuto dalla Regione, tra gli altri, il mandato specifico a «limitare la portata dei tagli previsti nell'ospedale di Monterotondo».

«Devo anche dire – aggiunge il primo cittadino – che la notizia non mi sorprende. Già a dicembre, nel corso dell'incontro che avemmo con il dottor Brizioli quando la sua nomina era ancora provvisoria, emerse chiaramente che i nostri argomenti a supporto dell'assoluta indispensabilità della sopravvivenza del nostro nosocomio erano stati ben compresi».

Le inoppugnabili ragioni addotte da quanti, sindaco in testa, stanno da tempo battendosi affinché la Regione abbandoni il proposito di "riconvertire" il SS Gonfalone, trovano ulteriore fondamento nella considerazione secondo la quale, qualora avvenisse la soppressione dell'ospedale eretino e di quello di Subiaco, la Asl Rm/G si ritroverebbe a poter contare con il secondo rapporto posti letto/abitanti più basso del Lazio, la metà della media della provincia di Roma, un quarto della media delle Asl romane.

Nel riconoscere al nuovo direttore della Asl «alta competenza e piena assunzione di responsabilità, qualità che a ragione ritenevamo indispensabili per avviare un confronto il più approfondito possibile perché basato su dati oggettivi e dimostrabili», il sindaco Alessandri conferma tutta la disponibilità del Comune di Monterotondo a «proseguire un percorso costruttivo di concerto con le autorità sanitarie e istituzionali in vista del definitivo superamento del rischio di chiusura dello storico ospedale di Monterotondo, evidentemente ancora non scongiurato».

Soddisfatto anche l'assessore alla Sanità Walter Antonini: «Le dichiarazioni del direttore generale della Asl confermano la validità del percorso tecnico ed istituzionale da noi scelto per salvare il SS Gonfalone. Su questo dobbiamo proseguire, con cauto ottimismo ma pure con costante attenzione».