Fallita la congiura contro Marini

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L'avrebbero ricordata come la "congiura di febbraio" se solo fosse riuscita, se solo i rivoltosi avessero messo insieme le firme che servivano allo scopo; e oggi staremmo a parlare della defenestrazione del sindaco di Albano Nicola Marini, invece di raccontare la storia di un blitz fallito, di un week end dei lunghi coltelli spuntati che inevitabilmente devierà la traiettoria politica della consiliatura in corso, ne cambierà i connotati fors'anche ma che certo non resterà, e come potrebbe, una trama sfilacciata da tenere segreta per quieto vivere a neppure un anno dall'elezione a larga maggioranza dell'attuale primo cittadino di centrosinistra.

Oggi Marini avrebbe potuto trovarsi confinato nel vicolo cieco di una crisi politica ingovernabile e la città avrebbe dovuto prepararsi a una nuova e lunga campagna elettorale. Sarebbe bastata una firma in più. Nel giro di 48 ore, fra venerdì e domenica sera, il governo di Albano ha tremato. Colpa dell'accordo siglato tra l'ex sindaco del Pdl Marco Mattei e il segretario regionale dell'Udc Luciano Ciocchetti (che ieri "Cinque Giorni" ha provato invano a contattare), in cui si individua l'obiettivo di dare vita ad alleanze Udc-Pdl nei Comuni del Lazio, seguendo il modello delle Regionali 2010, che hanno visto i centristi alleati del centrodestra, e del quale Albano rappresenta l'intollerabile antitesi.

Di qui la necessità, per il sodalizio formato dai due assessori regionali, di rompere l'alleanza dell'Udc con il Pd e la sinistra ambientalista per tornare a elezioni. In questo senso si sono mossi dunque i consiglieri di Pdl, Liberali Riformisti, Insieme per Pavona, Federazione di Centro e Udc, e sullo sfondo dello scenario il recente incontro tra il sindaco e l'avvocato Cerroni sul destino per ora sospeso del termovalorizzatore e il piano regolatore approvato dalla precedente maggioranza e al quale la giunta Marini vuol metter mano. Nel corso del fine settimana i "congiurati" hanno dunque provato a racimolare le 16 firme necessarie per spedire a casa Nicola Marini.

Ma domenica sera, davanti al notaio, a far pesare la loro assenza sono stati proprio i due consiglieri Udc: Fabio Sannibale, candidato sindaco in pectore nel caso di una nuova alleanza di centrodestra, e Luca Andreassi. Il motivo? Un probabile passo indietro maturato proprio da Andreassi. Senza di lui infatti la raccolta firme, di cui è stata confermata l'esistenza a "Cinque Giorni" dai consiglieri Daniele Brunamonti e Nabil Cassagbi, si sarebbe fermata a quota quindici. Ma quello di domenica è stato solo un primo tentativo. Una prova generale di crisi politica. 

 

Christian Poccia