Lutto cittadino, indagati i genitori dei bimbi

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I genitori dei bambini morti nel rogo di domenica sono stati iscritti nel registro degli indagati per aver lasciato soli i loro figli. La Procura ha poi disposto l'autopsia dei corpi dei piccoli che verrà eseguita venerdì. Intanto stamattina è intervenuto di nuovo il sindaco Alemanno sulla situazione dei Rom: "Chiediamo un appoggio al presidente della Repubblica per accorciare i tempi necessari a realizzare i campi nomadi legali a Roma ed evitare, quindi, nuove tragedie. Occorre però dare un messaggio di accoglienza sostenibile ma non facile e di regole precise. Ma soprattutto non bisogna lasciare i bambini in stato di abbandono".

Parole che arrivano dopo la tragedia e dopo le polemiche e che stridono con quelle del padre dei bambini morti domenica sera: "Qualcuno dice che non abbiamo accettato l’accoglienza, ma non è vero. Il Comune non ce l’ha proposta. E siamo stati sgomberati più volte" ha detto appena ieri, nella giornata dello smantellamento del micro-campo e mentre il presidente Napolitano incontrava i genitori delle 4 piccole vittime del rogo di Via Appia.

Questa mattina Alemanno è entrato nel merito della questione: "Le tendopoli e le caserme finalizzate ad ospitare chi abita nei microcampi servono per alcuni mesi, in attesa di tre campi nuovi con i quali si potranno chiudere le strutture di emergenza. Dobbiamo comunque arrivare a 10 campi autorizzati e legali".

Pronta la reazione del Pd romano, con Miccoli: "In evidentissima difficoltà in tutti i settori di governo della città, ora ad Alemanno non resta che ritornare a promettere, a parlare di cose future, di spot, di progetti che non si faranno mai. Così sta facendo anche dopo il rogo dei poveri bimbi rom, a dimostrazione che la sua politica anche su questo campo si è rivelata un fallimento, nonostante abbia avuto poteri commissariali e ben 32 milioni di euro: ma non è stato capace di usarli".

Il Comune è arrivato a dire di affidare i bambini di quei genitori che non vogliono lasciare i campi, e ha poi chiesto poteri speciali e “mai più baracche”. Polemiche e frasi in libertà, mentre il nodo centrale resta irrisolto: a Roma ci sono migliaia di Rom, ormai stanziali, che non hanno un alloggio minimamente dignitoso. E vivendo in baracche fatiscenti come quelle di via Appia nuova possono morire per una candela, a quanto pare, caduta su un mucchio di vestiti di fibra acrilica.

E allora il gesto di ieri di Giorgio Napolitano, il primo presidente della Repubblica a rendere omaggio a una famiglia Rom vittima di una tragedia familiare, tocca ancora più i cuori di tutti e mette al centro dell’attenzione la questione Rom, rumeni ma non solo, che vivono nella Capitale. Il presidente si è recato lunedì all’obitorio del Verano e si è fermato per circa venti minuti in un colloquio con i genitori dei bimbi uccisi dalle fiamme.

Intanto la Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di abbandono di minori. Mercoledì il lutto cittadino, mentre le piccole vittime saranno portare in Romania dove verranno celebrati i funerali. (5web)