Da martedì la camera ardente per Giovanni Bollea

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Giovanni Bollea era un uomo che amava ill suo lavoro. Chi lo ha conosciuto ricorda come sapesse unire alle grandi conoscenze scientifiche e alla grande esperienza sul campo, una fortissima capacità di comprendere la complessità delle dinamiche anche sociali che girano attorno alle malattie e ai disturbi dei bambini e a dare risposte in grado di aiutare concretamente i più piccoli e le loro famiglie.

E' morto domenica pomeriggio a 98 anni al Policlinico Gemelli dopo una lunga malattia. Era considerato il padre della neuropsichiatria infantile italiana ed è stato fino all'ultimo l'icona dell'istituto di NeuropsichiatriaVia dei Sabelli, nel quartiere San Lorenzo, a lui intitolato quando era ancora in vita.

Tra le sue battaglie si ricordano quella per le terapie non farmacologiche e non violente per i bambini con problemi psichiatrici. Fu inoltre uno dei primi sostenitori in Italia della psicoanalisi e della terapia di gruppo. Domani dalle ore 10, presso il Comune di Roma, la camera ardente sarà allestita in sala della Protomoteca. (5web)