Gli echi romani della rivoluzione egiziana

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La rivoluzione egiziana di questi giorni crea apprensione a tutti i livelli, dagli equilibri internazionali al timore per gli italiani che vivono e lavorano lì, fino ai turisti che anche in questa stagione dell’anno visitano numerosi il paese del Nilo: in tutto, dice la Farnesina, circa 15mila connazionali.

Ma nella giornata della grande manifestazione del Cairo, che da un milione di manifestanti attesi ha raggiunto i due milioni di partecipanti, anche a Roma si ritrova tanto Egitto, non solo nelle facce dei circa 8mila egiziani che vivono e lavorano nella capitale.

Se già domenica scorsa una piccola manifestazione si era svolta davanti all’ambasciata egiziana, oggi un centinaio di persone si sono raccolte in piazza della Repubblica manifestando il loro dissenso contro il presidente Mubarak e chiedendo a gran voce la “fine della dittatura e delle violenze”.

"Siamo qui per esprimere solidarietà al popolo egiziano – ha detto da piazza Esedra il presidente della comunità del mondo arabo in Italia Foad Aodi – stiamo seguendo l'evoluzione tragica delle cose in Egitto e ci auguriamo che la questione venga risolta in modo civile senza ancora violenze nè vittime".

Altro luogo chiave della città in questo filo invisibile che congiunge Italia ed Egitto è l’aeroporto di Fiumicino, dove anche oggi hanno continuato a partire e atterrare i voli Alitalia coordinati dal ministero degli Esteri per far rientrare circa 200 italiani presenti in Egitto. L’ultimo volo è arrivato a Fiumicino alle 17.30.

Circa 160 cittadini italiani infine sono tornati in patria con un volo militare, un C130 atterrato questa mattina intorno alle ore 5 nella base di Pratica di Mare e sono stati successivamente accompagnati in albergo, presso le loro case o all’aeroporto di Fiumicino. L'unità di crisi della Farnesina risponde al numero 06-36225. (5web)