Anzio e Nettuno: nautica ferma al palo

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Porti fermi al palo. Sia ad Anzio che a Nettuno la situazione dei bacini portuali presenta notevoli problematiche, dettate sia da fattori ambientali, sia dall'inevitabile crisi della nautica. A Nettuno i guai del "Marina" sono sotto gli occhi di tutti, certificati da conti in rosso e un direttivo in equilibrio su un filo quasi invisibile. Ad Anzio continua a suscitare spaccature e polemiche la realizzazione del nuovo porto, che di recente ha fatto registrare la nuova invettiva dell'ex sindaco di Sabauda Nello Ialongo, che con l'avallo di accurate ricerche scientifiche ha rimarcato il sicuro tracollo dell'equilibrio geomorfologico del nostro litorale. Un equilibrio ambientale decisamente sottile, che la costruzione del nuovo porto spezzerebbe in modo definitivo.

A rischio ci sarebbe il futuro turistico della costa laziale e la salvaguardia di un patrimonio naturale quale il parco nazionale del Circeo. A placare parzialmente gli animi esacerbati di molti cittadini e operatori del settore nautico è giunta in soccorso una legge dell'Unione Europea, che ha stabilito l'assegnazione di premi per circa 200 mila euro in caso di "rottamazione" dei vecchi pescherecci. In sostanza, le numerose dismissioni previste nel prossimo biennio verrebbero ripagate dall'Unione con un premio di demolizione, calcolato in base alla stazza e all'anzianità delle imbarcazioni. «In effetti si potrebbe trattare di una boccata d'ossigeno non indifferente – ha riferito Antonio S., storico pescatore anziate proprietario di un peschereccio.

«Tutto sta nel verificare se si tratterà di una rottamazione reale o fittizia, in ogni caso io ho aderito, con l'auspicio che i soldi arrivino prima possibile. Rimane però un dato sconcertante: la classe politica che ci amministra continua a parlare di porto nuovo con tanto di progetto faraonico, ma la crisi del settore nautico ci racconta un'altra realtà. Quella di un porto in cui non si riescono a vendere i posti barca tanto reclamizzati e di un progetto che non tiene minimante conto dell'impatto ambientale e delle esigenze della piccola pesca. Credo che ad essere tutelati saranno i "soliti noti", che potranno trarre profitto dalla nuova zona commerciale prevista dal progetto.

L'assetto urbanistico di Anzio verrà stravolto, lasciando la città per numerosi anni in balia dei lavori. A mio avviso bastava ampliare l'attuale bacino, dotandolo di servizi più adeguati e investendo sulla ricezione turistica, che non avviene di certo attraverso il mega-porto. L'esempio della vicina Nettuno dovrebbe indurre a riflessioni più oculate». Ma siamo sicuri che il premio rottamazione per le vecchie barche, invece di una boccata d'ossigeno alla crisi, non sia invece per il settore nautico un mortale colpo di grazia?