Municipio VI : Strade senza illuminazione da mesi

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Sesto municipio, buona notte. Il Pigneto, via Partenope, via delle Vigne Alessandrine, viale Venezia Giulia, via Aquilonia e via della Marranella sono solo alcune delle strade del quadrante est della capitale che da più di un mese sono letteralmente al buio e prive dell’illuminazione dei lampioni pubblici. Come ribadito e più volte denunciato dagli stessi residenti dei quartieri con i guasti alla rete elettrica, ad essere interessati non sono soltanto brevi tratti stradali bensì intere zone. Letteralmente invivibili a partire da una certa ora della giornata. Una situazione che con il passare dei giorni a prodotto pagine e pagine di lettere di denunce e segnalazioni da parte dei cittadini e degli amministratori locali. Tutte iniziative che come unico effetto hanno prodotto un intervento, non risolutivo, da parte degli operatori dell’Acea. Finora, infatti, la dove si è potuto intervenire, come ad esempio in via Partenope, il problema è stato semplicemente aggirato e risolto alla meno peggio. Risultato, a due giorni dall’ipotetica riparazione del guasto, lampioni ancora spenti. Un problema che di là dalle inevitabili conseguenze alla visibilità nelle ore notturne, ha forti ripercussioni soprattutto sulla sicurezza dei residenti. A partire da quella stradale per arrivare a quella delle singole persone, a rischio costante di aggressioni, furti alle abitazioni e scippi vista la quiete che oramai regna sovrana e indisturbata.  Come ribadito dallo stesso presidente del Sesto Municipio, Gianmarco Palmieri, «Siamo di fronte all’ennesima sconfitta della giunta Alemanno di fronte ad uno dei punti cardine su cui ha poggiato l’intera campagna elettorale nella capitale: la sicurezza. Siamo arrivati ad una situazione insostenibile per tutti i residenti del municipio con interi quartieri che dalla fine di novembre sono letteralmente al buio. Guardando all’immediato futuro, a destare preoccupazione è la totale assenza di prospettive e provvedimenti per cercare di porre un rimedio a una situazione simile».

 

                                                                                                                                                                                                           Mauro Battiston