Inceneritori, giovedi al via il processo

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Giovedì alle ore 11, presso il Tribunale di Velletri, si apre il processo sulle "gravissime irregolarità" nella gestione degli impianti di incenerimento di Colleferro riscontrate nel marzo del 2009 con conseguenze potenzialmente molto rilevanti sulla salute della popolazione. Dopo accurate indagini e intercettazioni telefoniche, si giunse al sequestro degli impianti e all'arresto di 13 persone, con il coinvolgimento di complessivi 26 imputati. Tra questi, responsabili amministrativi e tecnici degli impianti di incenerimento, responsabili tecnici di laboratori di analisi di CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti), responsabili di società di intermediazione dei rifiuti, responsabili del conferimento di CDR da varie regioni d'Italia, responsabili del sistema informatico di gestione dei dati delle emissioni in atmosfera.

«Le gravissime irregolarità al vaglio della magistratura furono evidentemente agevolate da un contesto di attività di controllo deficitarie, che ci auguriamo sia definitivamente tramontato – ha commentato ieri la Rete per la tutela della Valle del Sacco. Non vogliamo dimenticare una certa superficialità attribuibile all'Amministrazione di Colleferro (che pure è parte offesa al processo) nell'interpretazione dei dati di emissione, senza cui forse si sarebbe potuto evitare quanto avvenuto». Per ragioni di pubblica utilità sancite dalla normativa, gli inceneritori sono tornati a funzionare pochi mesi dopo il sequestro, ottenendo a supporto l'Autorizzazione Integrata Ambientale, assente al momento dello stesso. Arrestati e indagati sono tornati al loro posto di lavoro o a gestire le proprie attività.

La società stessa sembra sempre più una barca alla deriva, con stipendi quasi elemosinati ai Comuni morosi a ogni fine del mese. Tutto ciò, se ce ne fosse bisogno, a dimostrazione del fatto che il ciclo dei rifiuti fin qui promosso dalle istituzioni è miseramente fallito, dal punto di vista tecnico, economico e ambientale. Retuvasa si è già costituita parte civile, nel luglio 2010, al processo per l'inquinamento del bacino del Fiume Sacco; è in attesa oggi dell'accettazione della richiesta di costituzione di parte civile nel processo che lega la discarica di Malagrotta a Colleferro. «Ci costituiamo anche per il procedimento in questione, perché ci sentiamo in dovere di partecipare attivamente al terzo processo per reati di tipo ambientale a Colleferro» – continua ancora la nota stampa.