Rapita e ridotta in schiavitù: salva grazie a un sms

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 Manda un sms al padre in Romania perché la sottragga alla schiavitù a cui la costringe un connazionale e lui si precipita a Roma per denunciare tutto ai carabinieri. E\’ stata liberata così una ragazza romena di 16 anni, costretta a prostituirsi sotto continue minacce di morte. La giovanissima è stata liberata dai carabinieri grazie a un messaggio di aiuto inviato al genitore in un momento di distrazione della sua schiavista. I carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma l’hanno salvata dall’incubo, arrestando l\’aguzzina, una romena pregiudicata di 25 anni, per induzione e sfruttamento della prostituzione minorile e sequestro di persona. La minore, studentessa di liceo in Romania, fu rapita nelle campagne di un piccolo paese e portata in Italia, dove venne segregata in un appartamento nei pressi di Ponte Nomentano. Al 5^ piano dello stabile i militari hanno trovato la ragazzina rinchiusa in una stanza. La sequestratrice romena è stata subito arrestata, nella casa ritrovati soldi, telefonini e oggetti vari che provano l\’attività di prostituzione. La notizia della liberazione della 16enne arriva nello stesso giorno in cui cinque persone sono state denunciate dagli agenti del commissariato Porta Pia a conclusione di due blitz antiprostituzione effettuati in appartamento. Il primo seminterrato è stato scoperto in via Catania, dove era stato allestito un sistema ben organizzato per la gestione dei clienti, anche con il supporto di computer e telefoni cellulari personalizzati con i nomi delle ragazze. Gli agenti sono riusciti a risalire all\’immobile partendo dal controllo di due cittadini rumeni di 43 e 47 anni, che avevano notato poco prima nella zona. I due uomini, all\’atto del controllo, sono stati trovati in possesso di alcuni documenti di identità intestati a terze persone, di cui non hanno saputo dare spiegazioni. A condurre gli agenti fino al seminterrato è stato un mazzo di chiavi che uno dei due aveva con sè, recante sulla targhetta del portachiavi il numero civico di un condominio della vicina via de Mattheis. Una volta rintracciato l\’edificio, gli agenti hanno sorpreso all\’interno dell\’immobile tre donne, tutte di nazionalità rumena. Una di queste era intenta a contare banconote poi quantificate in circa 1.900 euro, verosimile frutto dell\’attività di prostituzione delle altre due donne. I tre sono stati denunciati per sfruttamento della prostituzione. Per il proprietario dell\’immobile invece è scattata la denuncia per favoreggiamento della prostituzione. Il secondo appartamento, è stato invece scoperto in via Nomentana. L\’intervento degli uomini del Commissariato è scattato questa volta invece a seguito di una segnalazione da alcuni residenti della zona. All\’interno dell\’appartamento è stata sorpresa una prostituta colombiana di 43 anni e la sua sfruttatrice, un\’albanese di 32 anni. All\’esterno dell\’abitazione è stato invece identificato un cliente.