L’importanza di chiamarsi Ernesto, l’ultimo Oscar Wilde al Quirino

Geppy Gleijeses in scena con Marianella Bargilli e Lucia Poli fino al 16 marzo

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Cosa c’è di più attuale della dicotomia essere o apparire? E soprattutto, quanto è odierno il tema dell’onestà? Il bello è che le risposte ce le può ancora dare, e sono validissime, questo testo di Oscar Wilde rappresentato per la prima volta a Londra il 14 febbraio 1895. Geppy Gleijeses porta in scena, dal 24 febbraio al teatro Quirino di Roma, “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, opera teatrale più celebre dello scrittore britannico, giocata su un’assonanza che in italiano forse si perde, ma che racchiude una dura critica all’aristocrazia Vittoriana di fine ottocento e ai suoi pregiudizi.

IL FILTRO DELLA NONCURANZA – Sulla traduzione di Masolino D’Amico, Gleijeses costruisce lo spettacolo attraverso il filtro della noncuranza wildiana, citando uno dei suoi celebri aforismi: “Dovremmo trattare molto seriamente tutte le cose frivole e con sincera e studiata frivolezza tutte le cose serie della vita”. Sulla scena, oltre allo stesso regista, Marianella Bargilli e Lucia Poli.

MORALISMO OMOFOBO – “Attraverso un’implacabile lente deformante, si legge tutto il marciume mal celato dell’Età vittoriana – dice Gleijeses – quel moralismo omofobo e d’accatto che Wilde profondamente detestava e che lo avrebbe condotto alla rovina. Sembra assurdo, ma questa è la sua ultima commedia, la “commedia perfetta”, si cammina incoscienti, felici e ridenti sull’orlo dell’abisso. Il nostro compito era quello di continuare a giocare e far funzionare la macchina, ma, in tralice, il ridente parco della “Manor House” è un bosco in movimento e un po’ inquietante (fotografato impagabilmente da Teresa Emanuele) e nella casa di Algernon campeggia un martirio di San Sebastiano di Guido Reni, un meraviglioso esempio di estetica trafitta dai dardi del destino. Come un destino crudele trafisse Oscar Wilde. E il suo personaggio, quello a cui egli affida le sue battute più pungenti e geniali, è Algernon, lo specchio del suo autore”.

 

Location: teatro Quirino
Data: dal 24 febbraio al 16 marzo 2014
Orario: mar-sab 20.45; gio 27 febb, mer 5 e 12 mar 16.45; sab 15 mar 16.45 e 20.45; dom 16.45
Prezzo: da 12 a 32 euro
Indirizzo: via delle Vergini 7, Roma
Info: +39 06.6783048

 

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