Arisa, da Sanremo all’Auditorium col nuovo album “Se vedo te”

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Il talento di una interprete si misura anche con la capacità di confrontarsi con generi e stili musicali differenti. Nel quarto album di inediti “Se vedo te”, in uscita il 20 febbraio su etichetta Warner Music, Arisa esplora diversi orizzonti sonori con la stessa forza espressiva mostrata nei dischi precedenti.

CONCERTO ALL’AUDITORIUM – Una forza che porterà in tour all’Auditorium Parco della Musica di Roma domenica 6 aprile, offrendo al suo pubblico brani scritti per lei da autori appartenenti alla frangia più creativa ed innovativa della canzone d’autore italiana.

LE COLLABORAZIONI – Dal bolero di “Lentamente (il primo che passa)”, scritto con Cristina Donà (che firma con Saverio Lanza anche i brani “Chissà cosa diresti”, “Dici che non mi trovi mai” e “Se vedo te”), allo spirito orchestrale della neoclassica “Controvento” di Giuseppe Anastasi; dalle composizioni indie di Dente (“Sinceramente”), a “Dimmi se adesso mi vedi” di Marco Guazzone. Da “La cosa più importante” di Christian Lavoro a “Stai bene su di me” e “Quante parole che non dici” di Antonio Di Martino fino a “L’ultima volta” di Angelo Trabace.

AUTORI AFFAMATI E INCONTAMINATI – «La musica si fa per tutti, pur nella consapevolezza di non poter piacere a tutti. Io sono alla costante ricerca di autori che non siano sazi e contaminati dalle esigenze del mercato. Cerco quella creatività istintiva e verace che, oltre al mio storico autore Giuseppe Anastasi, ho trovato in Angelo Trabace, Christian Lavoro, Antonio Di Martino, Dente e Marco Guazzone. E naturalmente Cristina Donà, che ha saputo soddisfare il mio desiderio di un linguaggio sincero e più comprensibile. In passato ho manifestato più volte la mia grande stima per Cristina: la ascolto da sempre e ho pensato spesso a una nostra collaborazione, che finalmente ha preso forma concreta. Ha composto le canzoni pensando a me dopo esserci confrontate in lunghe chiacchierate insieme e al telefono. Nella titletrack “Se vedo te” c’è un suo cameo: fra i suoi brani è quello che mi piace di più, anche se è l’unico non scritto apposta per me».

IL QUARTO SANREMO – Arisa porterà i brani “Lentamente (il primo che passa)” e “Controvento” al Festival di Sanremo, il quarto per lei dopo il trionfale debutto nel 2009 con “Sincerità”, la promozione fra i Campioni nel 2010 con “Malamorenò” e il secondo posto nel 2012 con “La notte”. «Sanremo – ha raccontato Arisa – mi ha sempre dato la possibilità di esprimere la mia personalità e farmi scegliere dalla gente. È il palcoscenico ideale per esporre il progetto per cui ogni artista consuma tutte le proprie energie. L’arte, nel mio caso la musica, può realmente cambiare le cose: per noi artisti è quasi un dovere approfittare del Festival di Sanremo, che offre maggiore visibilità e attenzione, per lanciare messaggi positivi».

LENTAMENTE – Il messaggio di “Lentamente (il primo che passa)” ha lo spirito ottimista di chi scorge nella fine di una relazione sentimentale una opportunità per cambiare percorso e fare altre importanti esperienze. «È la magia di un risveglio: la forza di ripartire per un nuovo viaggio con la consapevolezza di essere sufficienti a se stessi». L’altro brano sanremese

CONTROVENTO – “Controvento”, secondo Arisa, esorta a raggiungere il giusto equilibrio nei sentimenti. «È la promessa di restare al fianco della persona amata qualunque cosa accada. Dobbiamo condividere un percorso comune, facendo sentire tutto il nostro amore senza pretendere di cambiare la sua vita. Senza pretendere nulla».

I BIGLIETTI – I biglietti per la data di Roma all’Auditorium Parco della Musica sono in vendita sul circuito Listicket e nelle prevendite abituali a partire da 20 euro +d.p. (Infoline: 02 53006501 – info@livenation.it- www.livenation.it).

 

Ecco tutti testi del disco “Se vedo te” con il commento di Arisa brano per brano:

L’ULTIMA VOLTA
“Siamo
ciò che ci manca
una chiamata
senza risposta
ma tu chiama
ancora una volta
suona
alla mia porta
per non tornare più”

Il desiderio, quasi una necessità, di rivedere per l’ultima volta una persona nociva come il peperoncino, perché ti piace ma sai bene che incontrarla ti farà male. Questo brano è nato con un’anima classica come “Amami” del 2012, ma in quel periodo ascoltavo “A Real Hero” dei College e ho chiesto a Carlo Rossi di fare un arrangiamento simile. È il mio primo esperimento in ambito elettronico: è stato molto stimolante vedere il suono e la canzone che prendevano nuova forma e direzione. Testo e musica sono di Angelo Trabace, che avevo conosciuto all’accademia di Mogol.

 

CHISSÀ COSA DIRESTI
“Dopo 1 2 3 4 5 6 7 fidanzati
dopo 1 2 3 non li ho mai sposati
dopo 1 2 3 esercizi di respirazione
1 2 3 provo a immaginare”

I bilanci di una single ripensando a un suo ex. Situazioni reali di una donna in continuo movimento, in costante evoluzione, che si pone domande sul proprio passato, ma sempre guardando al futuro. Cristina Donà ha messo in risalto una parte di me molto scanzonata e confusionaria. Trovo molto azzeccato anche l’arrangiamento di Saverio Lanza: suoni all’avanguardia che strizzano l’occhio alla tradizione.

 

LA COSA PIÙ IMPORTANTE
“E non lasciarmi mai
lo sai che non potrei
da quando sei
la cosa più importante che ora ho
tu non tradirmi mai
ed io proteggerò per sempre
la cosa più importante che ho”

Un brano che tende al gospel e al soul d’impronta americana: i miei primi passi in un universo sonoro che voglio tornare a esplorare in futuro. La protagonista cerca continue conferme per proteggere la sua storia d’amore; ma quando le donne pretendono con insistenza di avere conferme dai loro innamorati, spesso sono le prime a nutrire dei dubbi. Quando una è troppo gelosa, spesso ha già un’altra persona nei suoi pensieri.

 

SE VEDO TE
“Faccio spazio dentro agli occhi
perché tu li riempi
faccio spazio nei miei giorni
perché tu li attraversi
guardo i tetti delle case
infiniti muri di parole senza amore
ma poi vedo te, ma poi vedo te, ma poi vedo te
se vedo te, se vedo te, vedo”

Papa Francesco sostiene che l’amore apre gli occhi. È il senso di questa canzone scritta da Cristina Donà: un inno all’amore per una persona, la famiglia, i figli, la natura, la vita… L’amore è la nostra ragione per vivere e la ragione per vivere apre gli occhi. Il suono ha un’atmosfera elettronica trascinante con un’alta definizione dei singoli strumenti e un finale che mette in risalto l’ottimo arrangiamento di Saverio Lanza.

 

LENTAMENTE (IL PRIMO CHE PASSA)
“E penso a te su questo prato
dove una volta per te ho cantato
l’alba è pronta ed io mi commuovo sempre
lentamente si apre il giorno davanti a me
luce calda che l’orizzonte fa nascere
stacco la mela da un ramo ed io vivo”

Un bolero con atmosfera operistica per descrivere la magia del risveglio interiore: la forza di ripartire con la consapevolezza di essere sufficienti a se stessi. Una storia d’amore tormentata è sostituita da una relazione più leggera, rasserenante. “Il primo che passa”, colui che forse ami un po’ meno, diviene la scintilla (un pretesto) per rinnovare il proprio paesaggio interiore dando vita ad una nuova partenza, un nuovo respiro.
. Io non condivido il concetto del primo che passa, ma non concordo nemmeno con la convinzione generale che si ama di più se si soffre di più. L’amore è un’esperienza da vivere al massimo, donando e prendendo più emozioni possibili: quando il tempo di una coppia è scaduto, bisogna fare nuove esperienze. Il titolo di questa canzone scritta con Cristina Donà inizialmente era “Il tempo che passa”, però mi piaceva il senso di “primo che passa” inteso come le lancette del tempo a nostra disposizione. Non è un brano sulla sofferenza dell’abbandono, perché l’abbandono è visto come occasione per cambiare scelte e intraprendere un nuovo percorso.

 

QUANTE PAROLE CHE NON DICI
“Quante parole
che non dici e vorresti gridare
con il tempo vedrai esploderanno
tutte nello stesso momento
tutte fino a farti sentire meglio”

Un brano carico di pathos con un arrangiamento pop imponente che descrive il senso di colpa che tutte le donne hanno nei confronti del padre durante la maturazione. In ogni personalità c’è un senso di colpa, che io fortunatamente ho superato e risolto. Ci sono differenti modi per dire qualsiasi cosa: l’importante è dirla, sempre. Il confronto e il dialogo sono importanti: in amore, in famiglia, nella società civile. Il testo scritto con Antonio Di Martino mi rispecchia molto, anche se io le mie parole le dico sempre tutte.

 

SINCERAMENTE
“Come ti senti adesso che non sono più importante
e che mi sento come se non fossi stata niente
ed ho imparato a fare piano, velocemente
e tu mi parli senza più bisogno di parole
avendo tutto macinato finemente in fondo al cuore

Sinceramente ho fatto tutto quello che dovevo
ho detto pure una bugia, sinceramente”

Un persona innamorata che s’impegna al massimo perché la relazione prosegua, ma se non capisci davvero la persona con cui stai, prima o poi in lei svaniscono passione e desiderio. Un pezzo pop firmato da Dente, che strizza l’occhio a “Sincerità”: è una storia valida per chiunque, anche se poteva essere scritta da qualcuno dei miei ex fidanzati.

 

DICI CHE NON MI TROVI MAI
“Tu dici che non mi trovi mai
ma hai provato davvero a cercarmi?
o non ci pensi?
tu dici che non mi troverai, mai
ma vuoi davvero incontrarmi?
Se amassi di me anche l’oscurità
io, io proverei a mostrarmi”

Cristina Donà ha composto un pezzo fra acustica ed elettronica sulla superficialità dei rapporti. A volte ci ritroviamo soli senza comprenderne la ragione. C’è stato un periodo in cui mi chiedevo se la gente voleva davvero sapere come stavo, se era realmente interessata a me. C’erano grandi sorrisi, ma nessuno vicino a me. Ci sentiamo obbligati a essere sempre sorridenti, ma il nostro lato oscuro non è per forza negativo. Se non ami il mio lato oscuro, non ami me.

 

DIMMI SE ADESSO MI VEDI
“Non senti che
non vedi che
sto male?
non senti che
non vedi che
ti guardo, ti guardo
ti guardo, ti guardo
e dimmi se adesso mi vedi”

Un brano per immagini intenso, energico, puro e rigenerante: ripetere quasi ossessivamente un concetto aiuta a superare il malessere che stai provando. Parole e musica sono di Marco Guazzone, arrivato secondo fra i giovani a Sanremo nel 2012. Io sono sempre alla ricerca di contenuti. La parola è in crisi: a parte alcuni autori, chi fa questo mestiere da anni sembra ormai sazio. Io sto cercando creatività istintiva, verace e non ancora contaminata dalle esigenze del mercato.

 

CONTROVENTO
“Risolverò
magari poco o niente
ma ci sarò
e questo è l’importante
acqua sarò
che spegnerà un momento
accanto a te viaggiando controvento”

La canzone dell’amore vero. È una promessa: io sarò sempre al tuo fianco, qualunque cosa accada. Noi vogliamo cambiare la vita delle persone che amiamo, invece dobbiamo accettarle per quel che sono e condividere il loro percorso, facendo sentire tutto il nostro amore. Quando ho imparato ad accettarli e a stare vicina a loro senza pretendere nulla, ho recuperato il rapporto con i genitori. La musica, come qualsiasi forma d’arte, può realmente cambiare le cose: dobbiamo lanciare messaggi positivi, soprattutto in contesti come il Festival di Sanremo dove abbiamo maggiore visibilità e attenzione. Questo brano dall’incedere epico scritto da Giuseppe Anastasi esprime l’importanza di raggiungere equilibrio nel sentimento.

 

STAI BENE SU DI ME
“Amore mio abbiamo vinto la guerra
e non c’è più niente al mondo
che ci cambierà mai
solo se vorrai sarà così”

È una sorta di dopoguerra in un rapporto umano. Ostacoli e turbolenze sono stati superati con il contributo di entrambi: abbiamo affrontato insieme ogni problema, facendo reciproci sacrifici per risolverlo. Alla fine abbiamo vinto entrambi. Questo disco è un’esperienza allo stesso tempo gratificante e complessa: per la prima volta non ho inciso tutte canzoni di Giuseppe Anastasi, perché ho voluto essere più indipendente. Avere la responsabilità di tante persone che gravitano nel mio progetto è un impegno molto forte.

 

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