Giacometti, la sua prima volta alla Galleria Borghese di Roma

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Le opere di uno dei più importanti artisti del XX secolo sono ospitate per la prima volta nelle sale della Galleria Borghese. Un totale di 40 lavori, tra bronzi, gessi e disegni dello svizzero Alberto Giacometti si possono ammirare, fino al 25 maggio, in un percorso che mette in relazione la sua drammaticità scultorea, il suo modo di concepire la figura umana con la maniera di indagarla e rappresentarla da parte di artisti di epoche differenti, com’è visibile nei capolavori plastici della collezione permanente di Villa Pinciana, che vanno dal periodo greco e romano, dal Rinascimento, al Barocco e al Neoclassicismo.

LA MOSTRA – “Giacometti. La scultura”, posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è un’occasione da non perdere, in cui l’arte antica, moderna e contemporanea dialogano e si intrecciano in un viaggio dettagliatamente curato da Anna Coliva e da Christian Klemm.

LA VITA – Giacometti, inizia la sua attività negli anni venti del ‘900, si avvicina al Cubismo, poi al Surrealismo, ma anche alla scultura primitiva e di Brancusi. Partecipe di un secolo di guerra e cambiamenti profondi, assorbe nella sua maniera artistica la tragicità dell’esistenza umana, la sua finitezza. Le figure si contraggono, diventano esili, dei segni materici in antitesi con lo spazio infinito circostante. Vicino all’Esistenzialismo di Sartre, Giacometti con la sua immagine dell’uomo moderno è al limite tra l’Essere e il Nulla.

LE OPERE – Ed ecco che la sua “Femme couchéé qui rêve” del ’29, bianca e sinuosa nella forma o l’essenzialità estrema della “Tête qui regarde” sono poste a confronto con la carnosità strutturale e i levigati lineamenti di “Paolina Borghese” (1805/1808), del neoclassico Canova. La figura innaturalmente allungata dell’ “Homme qui marche” (1947) si innalza su piedi visivamente più grandi a sottolineare un incedere greve, la cui presenza si affianca alla fatica e allo sforzo che compie l’Enea berniniano, per sorreggere il peso dell’anziano padre Anchise, nella fuga da Troia. O ancora, a contrasto l’equilibrio precario, instabile dell’ “Homme qui chavire” (1950) con la presenza sicura e la piena padronanza del movimento nello spazio del David (1623/1624) di Bernini. La mostra, presentata dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma, è stata organizzata e prodotta da Arthemisia Group.

Location: Galleria Borghese, Roma
Orario: da mart a dom 9.00-19.00 (Lunedì chiuso)
Data: dal 5 febbraio al 25 maggio 2014
Prezzo
: Intero 16,00 euro (ridotto 11,50 euro)
Indirizzo: Piazzale del Museo Borghese, 5, Roma
Info: 06.8413979

 

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