La poesia delle fotografie di Kazuyoshi Nomachi

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Sono giunte a Roma circa 200 immagini del fotografo giapponese Kazuyoshi Nomachi, raccolte per la prima volta in Occidente nella più grande mostra antologica a lui dedicata. “Nomachi. Le vie del sacro”, ospitata nelle sale de La Pelanda dal 14 dicembre 2013 al 4 maggio 2014, è un evento che raggiunge le corde più intime dell’animo umano.

Nomachi nasce nel 1946 in Giappone, fin da piccolo ha la passione per la fotografia, ma la sua attività di foto-giornalismo comincia a venticinque anni, durante un viaggio nel Sahara, rimanendo affascinato dagli spazi immensi del deserto e soprattutto dal modo in cui la gente del posto affronta la vita, in un luogo così avverso. Da quel momento intraprende la sua avventura in giro per il mondo, che dura ormai da quarant’anni e prosegue tutt’oggi, rivolgendo l’attenzione al tema “della preghiera e della ricerca del sacro” in quelle civiltà sviluppatesi nei posti più lontani, ostili ed impervi.

Così dagli incantevoli paesaggi di dune del deserto africano passa alle terre bagnate dal Nilo, incontrando tribù in cui vige ancora l’antico e supremo rapporto tra uomini e bestiame, fino a giungere nel variegato territorio dell’Etiopia, tra pellegrini radunati in chiese rupestri e monasteri isolati. Avanza verso l’Asia, attratto dal Tibet e dal Buddismo, dal sacro Gange e dall’Induismo. Si addentra in Arabia Saudita, documentando lo smisurato pellegrinaggio alla città santa, la Mecca. Sale gli altopiani delle Ande, il Perù e la Bolivia, per testimoniare la simbiosi fra fede cattolica e civiltà Inca, nel mezzo di tormente di neve e ghiaccio.

Nel corso dei suoi reportage Nomachi entra in completa sintonia con le popolazioni incontrate e le fotografie diventano limpida espressione delle loro culture e usanze, le più intime e radicate. Gli scatti raccontano la sacralità dell’esistenza quotidiana di popoli immersi in sconfinati e difficili habitat naturali; documentano sguardi, gesti e riti, utili a stabilire un contatto diretto e profondo con il territorio circostante, nelle situazioni più estreme. Le immagini, cariche di spiritualità, rivelano consueti momenti di vita in cui l’uomo perviene ad un armonico equilibrio con le aride estensioni desertiche o gli isolati e innevati altopiani. Al contempo, le composizioni, maturate da un’attenta sensibilità, sembrano dipinti contraddistinti da differenti intensità di luce e da brillanti rese cromatiche che, riflettendo le atmosfere attraversate, raggiungono apici di pura poesia.

I suggestivi lavori di Nomachi sono esposti in un percorso museale, suddiviso in sette sezioni, dettagliatamente curato da Peter Bottazzi. L’esposizione, promossa dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale, dal MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma e da Civita, con il sostegno di Canon, la collaborazione di Crevis e della Fondazione Italia Giappone, è accompagnata da un catalogo, stampato dal National Geographic Italia.

Location: La Pelanda – MACRO, Roma
Orario: da mart a ven ore 16.00-22.00, / sab e dom ore 11.00-22.00 /(chiuso lunedì)
Data: dall’14 dicembre 2013 al 4 maggio 2014
Prezzo: intero 10 euro; Ridotto 8 euro
Indirizzo: Piazza Orazio Giustiniani, 4
Info: 06.0608

 

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