Ostia Antica, torna alla luce un mausoleo di 2mila anni fa

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Una Domus risalente al IV secolo dopo Cristo, “prestigiosa” e con uno straordinario quanto “inaspettato” pavimento in marmo policromo, così come l'intonaco, a pochi metri dalla strada, proprio dove fino a pochi mesi fa sorgeva una piccola discarica impropria, fatta di lattine vuote e sacchetti di immondizia “casalinga”. È il parco dei Ravennati di Ostia antica a rivelare il suo passato, grazie agli scavi della Soprintendenza speciale ai Beni archeologici di Roma e al lavoro di un gruppo di 20 studenti provenienti da 14 università americane e canadesi.

Poco distante dalla Domus, all'interno dei 12 mila metri quadri di scavo, torna alla luce anche un mausoleo la cui origine va dal I secolo avanti Cristo al I dopo Cristo. Contenente sepolture “a forma”, la struttura a pianta circolare ha un diametro di oltre 5 metri e mezzo ed è foderata con blocchi di travertino ancora in situ, mentre al suo interno presenta una suddivisione il cui perimetro è a ottagono.

È Paola Germoni, l’archeologa della Soprintendenza speciale responsabile del coordinamento scientifico dell'area di Ostia antica, a mostrare gli scavi iniziati lo scorso settembre e che vanno ancora avanti con la “pazienza degli archeologi e degli studenti”. La scoperta, dice infatti Germoni, «è stata possibile grazie alla collaborazione tra la nostra Soprintendenza con l'Accademia americana. Ciò che è stato riportato alla luce è un edificio sepolcrale a pianta circolare che ha la sua fase iniziale tra la fine del I secolo avanti Cristo e gli inizi del I secolo dopo Cristo, con fasi di riutilizzo sempre a fini sepolcrali che giungono al V secolo dopo Cristo.

Il tutto – prosegue – lungo una grande arteria basolata di epoca romana probabilmente da riconnettere alla via dei sepolcri prospicente gli scavi di Ostia». Trovati anche «piccoli ornamenti rinvenuti nei livelli già sconvolti delle deposizioni – dice ancora Germoni – che probabilmente si riferiscono a lettighe funerarie.