L\’ultimo saluto a Little Tony: in centinaia al Divino Amore (FOTO)

0
50
 

Roma, 9.45 del mattino di giovedi 30 maggio: la via Ardeatina è una fila ininterrotta di auto e nel Santuario del Divino Amore è appena arrivata la salma di Little Tony. I vigili urbani cercano in qualche modo di regolare il traffico, mentre gli altoparlanti diffondono i canti del coro che raggiungono gli automobilisti in fila. All'interno del Nuovo Santuario parenti, amici e un grandissimo numero di fan circondano la bara del cantante coperta da un cuscino di fiori bianchi. 

Risuonano i passi del Vangelo letto da Don Michele, parroco della S.Carlo Borromeo che concelebra assieme a Don Silla, il rettore del Santuario, al quale poi tocca commentare e ricordare: “Antonio durante il suo ricovero a Villa Margherita, ha voluto pregare, mi ha chiesto l'immagine della madonnina prima di partecipare al rito dell'unzione con compostezza e commozione. Nei momenti in cui si conclude la vita al dolore si accompagna la speranza, come l'apertura di una finestra dove entri una luce nuova, proprio come questo santuario costruito di vetrate che la lasciano passare da ogni parte. Ci ha detto tante cose con le sue canzoni ma anche con il suo stile di vita. Ora che non può parlare ci direbbe di non sciupare neanche un attimo della vita che è preziosa.

Come nostro parrocchiano, residente in una villa qui vicino, ogni anno faceva celebrare la Santa Messa per i suoi genitori e per la sua sposa. Sentiva di appartenere al Divino Amore e ha voluto che nella cappella fosse realizzato un mosaico. Ricordo che dopo l'infarto sull'aereo mentre volava in Canada per un concerto nel 2006 venne qui per ringraziare la Madonna del Divino Amore. A lei affidiamo l'anima benedetta del nostro amico Antonio”. In prima fila Pippo Baudo, triste con il capo chino, al suo fianco Al Bano, visibilmente commosso e la Venier nascosta da un grosso paio di occhiali neri che si toglierà solo per andare a salutare la figlia e i parenti del cantante scomparso. Arriva anche il sindaco Alemanno, giusto qualche istante prima della Comunione. Proprio mentre prende posto in prima fila, un banco più in la sulla sua destra la figlia di Little Tony si accascia all'imporvviso perdendo i sensi. Verrà soccorsa con una mascherina di ossigeno e dopo lunghissimi minuti si riprende rimanendo comunque pallida come un cencio, il volto scavato e sofferente, a dimostrare come sia forte il legame tra una figlia e un padre.

La celebrazione si conclude con tutti i parenti e gli amici attorno al feretro, con le teste cotonate dei “Cugini di campagna” che spiccano assieme ai loro abiti “anni 70”. La salma esce sul piazzale accolta da lanci di rose e dalle note di “Un cuore matto” con gli applausi del pubblico. Alemanno sale sul palco per ricordare Little Tony, come cantante e come esempio di vita per le generazioni passate e future, quindi tocca ai parenti il ricordo. Ivano Michetti, dei Cugini di Campagna riesce a malapena a commentare: “Era un grande esempio per noi, ricordo come in America ci spronò “dobbiamo spaccare anche qui”, e lui ebbe un grande successo, dovuto al fatto che aveva l'America nel sangue portandone un pezzo qui in Italia. Ci ha preceduto in quello che è il destino di tutti noi e ci mancherà, assieme ai mitici anni '60”. 

Sul piazzale una decina di Ferrari rosse: assieme alla musica erano la passione di Little Tony. Poco più in là la Venier furibonda chiede al telefono di licenziare l'autista reo di essersi allontanato senza aspettarla. Uscendo una sorpresa: chiediamo un passaggio per raggiungere l'auto e saliamo su una SUV bianco: la voce ci sembra familiare e solo dopo ci rendiamo conto che si tratta dal cantante Pupo: “Tony era della generazione immeditamente precedente alla nostra e ci è stato maestro ed esempio di vita”. Poi ci chiede un'opinone sulla presenza del sindaco sulla quale preferiamo glissare e infine parliamo della Nazionale cantanti che devolvendo gli incassi delle partite ha finanziato un bellissimo progetto a Roma nel parco della Mistica in zona Casilina, dove è sprto un centro sportivo, artigianale ed agrituristico che offre opportunità ai diversamente abili e cultura ai quartieri delle periferie romane. Insomma la musica è bella non solo per essere ascoltata e Tony da lassù ne va sicuramente fiero: il suo cuore matto continuerà a battere per sempre in mezzo a noi.   

Silvio Talarico