Cinema: Verdone presenta “Carlo!”, docufilm nelle sale dal 3 al 5 giugno

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''Ho accettato che fosse realizzato questo documentario a patto che non fosse celebrativo o auto celebrativo, doveva essere sincero ed onesto'', ha ribadito Carlo Verdone che ha presentato oggi il docufilm ''Carlo!'' di Gianfranco Giagni e Fabio Ferzetti in programmazione dal 3 al 5 giugno in tutte le sale The Space d'Italia. ''Lo dedico a tutti quelli che mi hanno seguito per 34 anni di carriera, dalla gente del mio quartiere al pubblico italiano che mi segue da sempre''.

''Anni fa mi ero arenato artisticamente – ha svelato Carlo Verdone – poi venne Mario Cecchi Gori che mi mise sotto contratto. Con Enrico Oldoini coautore con me del soggetto e della sceneggiatura abbiamo passato mesi a scrivere Borotalco. Quel film segnò per me una rinascita e accese in me la voglie di fare per sempre questo lavoro. Prima di Borotalco avevo pensato di fare un altro lavoro''.

''Sono contento anche di uscire in sala come Led Zeppelin, per pochi giorni, con questo documentario, pochi giorni che dedico al mio pubblico. Io sono sempre stato fan di altri, sono sempre stato umile, per me importante fare i miei giri quotidiani dall'edicolante alla farmacista alla quale vorrei anche dare un mio consiglio ogni tanto. Anche se sai che alla fine ti ritroverai a fare foto o autografi devi immergerti in quell'apparato umano che è linfa vitale per chi deve fotografare una società che cambia. Una volta – racconta ancora – partivo dai personaggi e costruivo la storia ora parto dalle situazioni, dalle emergenze per raccontare i personaggi''.

Il cinema di oggi, secondo Verdone, ha un grande limite: ''Non ci sono più i caratteristi, quelli che hanno fatto la storia della commedia italiana e che ricordi anche più dei protagonisti, oggi tutti vogliono fare dopo un film il protagonista, non capiscono che come caratteristi potrebbero lavorare sempre, anche i produttori e i loro agenti dovrebbero capirlo''.

''E poi – conclude – manca l'umiltà, molti artisti di oggi non capiscono che senza umiltà non si arriva mai, dopo 34 anni io sono qui disponibile a parlare per ore, altri se ne sarebbero fregati, io ho sempre ricominciato, ascoltando e senza mai montarmi la testa, chi non e' umile non andra' mai da nessuna parte''. (asca)