Tutto pronto per il Festival di Cannes, dietro il glamour la crisi europea

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Apre domani la 66ma edizione del Festival di Cannes, la principale manifestazione cinematografica europea, che dietro al tradizionale glamour e allo champagne nasconde quest'anno un settore in difficoltà, con prospettive ancora peggiori. La crisi finanziaria che ha colpito il continente dal 2008 sta riducendo sensibilmente i finanziamenti statali e regionali al cinema e ai budget dei programmi televisivi, pilastro fondamentale dell'industria, mentre in alcuni paesi è serio il problema della pirateria.

Il Festival, che durerà 12 giorni, vede in concorso sei film francesi, uno italiano e uno olandese, mentre un paese come la Spagna, una delle nazioni più prolifiche nella produzione di film, è rimasto letteralmente tagliato fuori. Tanto per fare un esempio, i finanziamenti del governo di Madrid all'industria del cinema sono passati dai 123 milioni di euro del 2010 ai 55 milioni di quest'anno, con il costo dei biglietti del cinema cresciuto fra l'8% e il 21%.

Anche l'Italia è uno dei paesi dove l'austerity sta cominciando a farsi sentire: gli aiuti di stato al cinema sono scesi a 72,4 milioni di euro, con un taglio di 4 milioni, mentre in Germania alcuni gruppi professionali hanno fatto appello alle emittenti pubbliche ARD e ZDF affinchè venga stanziato il 3,5% del loro fatturato per la produzione di lungometraggi. In Francia i finanziamenti pubblici al cinema sono ancora alti, anche se non sono stati risparmiati dai tagli, come quelli della tv che ha ridotto gli investimenti nella produzione del 5,4%.

L'unica eccezione è la Gran Bretagna, che con l'enorme successo dell'ultimo James Bond ''Skyfall'' (al botteghino ha superato il miliardo di dollari di incassi) ha contribuito per 7 miliardi di dollari all'industria nazionale, dando lavoro a 117mila persone, contro le 100 mila del 2009. Ma si tratta di un'industria fortemente sostenuta dallo Stato e anche dalla Casa Reale, come dimostra l'autorizzazione concessa dalla Regina lo scorso aprile all'utilizzo del Castello di Windsor da parte dei Pinewood Studios per la produzione del settimo capitolo della saga di ''Guerre Stellari''.

Anche in Gran Bretagna, inoltre, è dura la vita per i cineasti indipendenti. ''I film commerciali americani dominano e monopolizzano il mercato. Se un regista britannico realizza un film indipendente è poi molto difficile trovare gli spazi nelle sale'', ha commentato il cineasta Ken Loach. (asca)