Afterhours, Giorgio Prette: «Agli italiani serve una vera rivoluzione»

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«L'Italia ha bisogno di una rivoluzione». Cita Mario Monicelli, Giorgio Prette, leader storico insieme a Manuel Agnelli degli Afterhours, per spiegare la situazione del nostro paese. Lo fa nel giorno del concerto romano della rock band al Tendastrisce,  nel corso di un'intervista concessa a GiNo  – www.ginoeventi.it – il nuovo sito dedicato all'entertainment e alle storie della capitale che oggi, proprio nel giorno della tappa capitolina del "Club Tour 2013" della band milanese al Tendastrisce, offre ai lettori un'Anteprima proprio con il gruppo milanese.

«La vittoria di Beppe Grillo alle recenti elezioni politiche è sicuramente un punto di rottura – spiega Prette – ma da qui a capire se ci sarà un vero cambiamento ce ne passa. Noi italiani abbiamo il vizio di voler risolvere i problemi in un attimo, senza voler sudare». E per questo c'è «bisogno di una rivoluzione per scardinare il sistema».

Il batterista degli Afterhours affronta a viso aperto anche la questione dei diritti dei gay: «Negli anni molto cose sono cambiate in meglio rispetto alla condizione degli omosessuali. Ma resta ancora molto da fare. Però interpreto l'elezione di Rosario Crocetta alla presidenza della Regione Sicilia come un passo avanti». Favorevole ai matrimoni gay? «Certo» E alle adozioni? «Sì. Penso che due padri pieni d'amore possano crescere un figlio decisamente meglio di due genitori etero disastrosi».

Infine l'apertura, «da ateo di famiglia atea», alla Chiesa di Papa Francesco: «Il primo impatto è stato molto positivo, non vedevo l'ora di sentire un Papa che parla di sobrietà e di povertà. Ma dopotutto – conclude Giorgio Prette – era l'unica possibilità che aveva la chiesa per riconquistare i propri fedeli». 

La band milanese capitanata da Manuel Agnelli offrirà stasera ai fan capitolini una performance dal vivo che attingerà a piene mani da "Padania", l'ultimo album che ha ottenuto numerosi riconoscimenti.