Aldo Moro in prigione a teatro

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La storia e nota a tutti, si tratta di uno degli eventi piu dolorosi della nostra storia, il rapimento e l’uccisione brutale di Aldo Moro. Ma questo spettacolo si concentra soprattutto su altro, sull’impatto che tale avvenimento ha avuto sull’immaginario collettivo. Al teatro dell’Orologio (via de’ Filippini 17/a), “Aldo morto 54 / 54 giorni di reclusione” è una ricognizione sul tema senza pietismi né moralismi.

In scena fino all’8 maggio, lo spettacolo di Daniele Timpano, che ne e anche il protagonista, confina con l’happening artistico. La morte di Moro diviene lo spunto per un progetto ampio e articolato: Timpano si autoincarcerera  per 54 giorni in una celletta appositamente costruita, dalla quale uscire ogni sera per mettere in scena lo spettacolo. Un progetto curioso e innovativo, collegato anche ad un sito web dedicato (www.aldomorto54.it) e ad un canale Youtube. L’obiettivo e  un’indagine psico-attoriale sui confini tra recitazione e realtà.

Dove comincia l’una e dove si conclude l’altra? Quali reazioni sviluppera  la reclusione e che conseguenze avranno sulla recitazione? Timpano, noto drammaturgo romano classe 1974, nella sua celletta leggerà i “Quaderni dal carcere” di Gramsci, “Le avventure di Pinocchio” di Collodi e i comunicati scritti dalle Brigate Rosse. Incontrera poi persone volontarie disposte a portare la propria testimonianza su quegli anni, mentre una telecamera in streaming riprendera  tutto questo viaggio nel ricordo e nella compartecipazione a quel clima emozionale così intenso. L’unico momento che sfuggira  alle riprese sara  lo spettacolo, in cui il canale mediatico e  sostituito dal contatto diretto col pubblico, in una sorta di catarsi umana dal dolore e dalla costrizione.

Lo spazio “carcerario” vive attorno alla tragedia. Il lunedì e  dedicato al cinema, con un seminario curato dal professore Flavio De Bernardinis dal titolo “Il cinema e le immagini negli anni Settanta”, oppure la domenica e dedicata alla letteratura con Miguel Gotor e Lorenzo Pavolini, Marco Baliani e molti altri. Il 9 maggio, giorno del ritrovamento del corpo di Moro, l’uscita dalla cella di Timpano si conclude alla sede della Fondazione Romaeuropa, nell’Opificio Telecom Italia, con una serata speciale, a cura di Christian Raimo. E’ il “Moro Day”, in memoria di quell’evento tragico che ha segnato le coscienze degli italiani in modo incancellabile.

Daniele Stefanoni