Franco Califano, non concedo nessun bis

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Ricorda subito che al teatro Sistina, dove canterà lunedì 18, ore 21.15, ha già fatto «due o tre concerti negli ultimi mesi». Insomma, tenta di sminuire l’evento e l’emozione, Franco Califano, tenendo fede al suo personaggio cinico. E poi sottolinea: «Il Sistina non è mai stato pieno come per i miei concerti. Pieno soprattutto di giovani». Il Califfo è così, prendere o lasciare.

L’appuntamento per l’intervista, spostato al pomeriggio, denuncia che non cambierà mai. Preferisce ancora vivere di notte e dormire di giorno. Alle soglie dei 75 anni (li compirà il 14 settembre) buona parte dei quali trascorsi su un palco, in un locale, magari insieme a una delle migliaia di donne che racconta di aver avuto, insomma, trascorsi a vivere senza risparmiarsi, Franco Califano non riesce a stare troppo lontano dalle scene. «Per i miei concerti ho una scaletta definita, ma la cambio sempre all’ultimo momento a seconda di come mi sento. L’unica cosa certa di un mio concerto è  che non concedo il bis, perche  credo che sia una fesseria e perchè il pubblico non è  attento, si sta alzando per andare via.

Scrive ancora canzoni?
«Le ho sempre scritte quando me le hanno chieste gli altri. Non ho mai proposto niente a nessuno. Per cui se qualcuno volesse una mia canzone, sa dove trovarmi. Altrimenti va bene lo stesso».

Ma a un disco nuovo non ci pensa?
«Non lo so, c’è  troppa roba in giro. Non mia, in generale: ogni giorno escono cd nuovi, ogni giorno esce un cantante nuovo che io non conosco. Non mi va, insomma, di rimettermi nella mischia, di fare quello che facevo trent’anni fa».

C’è qualcuno degli artisti italiani di oggi che le piace?
«Tiziano Ferro mi piace molto. Ma ce ne sono comunque troppi, è  difficile stargli dietro». Insomma, per ora la lunga catena di brani entrati nella storia della musica italiana, da “La musica è  finita” a “Minuetto”, da “Tutto il resto è  noia” a “La mia libertà”, non avrà  un seguito. Però Califano non si sottrae a due chiacchiere sull’attualità.

Cosa pensa del nuovo Papa?
«Sono ancora troppo “innamorato” di Papa Ratzinger per esprimere un giudizio su Papa Francesco. Per ora di buono ha il nome, che è uguale al mio, ma devo vedere come opera, come si muove prima di esprimermi».

E se le dico Beppe Grillo?  
«Mamma mia, mamma mia! Quello mi spaventa veramente tanto, non si capisce nulla. E’ la prima volta che non si possono fare neanche previsioni».

Cosa prevede per le prossime elezioni comunali a Roma?
«Mi auguro che venga confermato il sindaco Alemanno, ma non si possono fare previsioni. Credo che succederà  come per il Papa: ci sarà una sorpresa». la sorpresa, se ci sarà davvero, la scopriremo in un tempo piccolo come dice uno dei suoi ultimi successi.

Simone Fattori