Tina Modotti, gli scatti in Messico della \’\’sorella\’\’ di Neruda

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Nuovo appuntamento con “La fotografia al femminile”, la rassegna realizzata all'Auditorium in collaborazione con Contrasto. Dopo la mostra dedicata a Charlotte Rampling, dal 14 marzo al 7 aprile in esposizione ci sono sessanta fotografie di Tina Modotti che testimoniano la straordinaria vicenda artistica della fotografa italiana, nata a Udine alla fine dell’800 ed emigrata a Hollywood per fare l’attrice.

Cittadina del mondo, Tina Modotti ha viaggiato e vissuto tra Messico, Russia, Spagna, Germania. Al centro della mostra ci sono i capolavori del periodo messicano, negli anni in cui la sua fotografia drastica e rivoluzionaria documentava la vita e il lavoro, facendo della “macchinetta” un autentico strumento di denuncia sociale e di militanza. In quel periodo conosce e frequanta i maggiori artisti, politici e intellettuali, da Frida Kahlo a Robert Capa, da Ernst Hemingway ad André Malraux.

«Tina Modotti, sorella non dormi, no, non dormi: forse il tuo cuore sente crescere la rosa di ieri, l’ultima rosa di ieri, la nuova rosa. Riposa dolcemente sorella», è l’incipit della poesia che Pablo Neruda scrisse per lei quando morì in circostanze misteriose il 5 gennaio 1942. Un messagio d’amore scolpito come epitaffio sulla sua tomba nel grande Pantheòn de Dolores di Città del Messico.

Chiara Cecchini