The Voice, prima di tutto la voce

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Giovedí sera su Rai 2 in prima serata la prima puntata di The Voice, un programma dedicato alla musica; concorrenti che si esibiscono su un palco giudicati da quattro grandi voci e volti della musica italiana: Noemi, Piero Pelú, Riccardo Cocciante e Raffaella Carrà.

Il ritorno di "Raffa" dopo cinque anni di assenza dagli schermi è stato emozionante: settant'anni e non sentirli avvolta in una longhette di pelle e strass, guanti neri da motociclista, caschetto fiammante, entusiasta come una ragazzina. Il punto di forza del programma è rappresentato dal vero talento musicale e non dall'aspetto fisico dei concorrenti: i giudici sono accomodati su moderni troni rossi e, dando le spalle al palco, non hanno la possibilità di scorgere i cantanti. Essi valutano soltanto la qualità e l'emozione che la voce di chi canta sa trasmettere.

Ogni giurato ha la possibilità di scegliere il cantante preferito premendo, durante ciascuna esibizione, un pulsante che permette alla poltrona sulla quale è seduto di ruotare guadagnando la frontalità al palco. Il massimo gradimento si ha quando a girarsi sono tutti i componenti della giuria. La tensione durante la serata raggiunge i suoi apici durante ciascuna esibizione, infatti, è qui che  il pubblico da casa, non meno del cantante, aspetta con trepidazione la rotazione delle poltrone dei giurati. Si gireranno? A volte, tra le lacrime di amici e parenti del cantante, nessuna poltrona ha ruotato.

Il format è un esperimento interessante volto a superare quanto Giovanni Sartori disse della cultura televisiva basata unicamente sull'immagine: occorre reimparare a capire, valutare, giudicare, discernere, oltre i paradigmi dell'immagine in sé. Per Sartori la cultura dell'immagine rappresenta un appiattimento delle capacità cognitive dei telespettatori poiché questi non sarebbero più capaci di astrarre ed immaginare; solo il libro, dice, ci permette di farlo. Ben venga quindi una rieducazione all'ascolto, prescindendo dai contenuti emozionali e cognitivi di cui le immagini si fanno latrici.

The Voice si propone oggi di farci sognare e fantasticare sul volto, la espressioni, l'abbigliamento, le acconciature, ecc, dei protagonisti della gara. Una volta potevamo abbandonarci all'immaginazione solo leggendo, oggi possiamo farlo, grazie a programmi come questo, non dovendo rinunciare per forza alla tv.  

Elisa Isoardi