The Moving Project, un musical contro il disagio sociale

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Un palcoscenico, musica e movimento. Questi pochi ingredienti costituiscono la ricetta per prevenire in maniera non convenzionale il fenomeno dell’autoesclusione e recuperare con creatività i giovani prima di perderli. «Il fenomeno è in aumento e la crisi economica rischia di trasformare tale problematica in un vero dramma europeo», ha detto Anne Francoise Storz, coordinatrice generale di The Moving Project, i cui risultati vengono presentati a Roma il 20 ottobre 2011 in una conferenza stampa al Campidoglio, «il progetto Moving è una sfida europea che si pone l’obiettivo di offrire alternative flessibili e innovative per arginare l’esclusione sociale giovanile».

Moving è un progetto cofinanziato dal programma Leonardo da Vinci, nato nel 2009 con l’obiettivo di offrire strumenti validi ai giovani a rischio esclusione attraverso un percorso creativo che utilizza la commedia musicale. Il musical scelto è il Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare. Il target del progetto sono i cosiddetti NEET (Not in Education, Employment or Training), che secondo i dati della Commissione Europea comprendono più di un terzo dei giovani europei tra i 15 e i 24 anni. In Italia, secondo il rapporto annuale dell’Istat, nel 2009 i NEET erano oltre 2 milioni.

Il progetto pilota, che si è appena concluso, ha visto la collaborazione della Provincia di Crotone, della Junta de Andalucia, della Camera di Commercio di Liverpool e del Liverpool Institute for Performing Arts (LIPA), la prestigiosa scuola di arti performative fondata da Paul McCartney e Mark Featherstone-Witty. L’iniziativa ha interessato tre Paesi (Italia, Spagna e Gran Bretagna) ed è culminata con un’emozionante performance finale, andata in scena il 24 giugno 2011 a Liverpool sul glorioso palco della Lipa.

I circa 60 ragazzi coinvolti provengono da contesti di marginalità, fuori dai circuiti della scuola e del lavoro. Le situazioni originarie di disagio comprendono anche casi di tossicodipendenze, di piccola criminalità, di abbandono scolastico, di complesse problematiche familiari e personali, e in generale sono accomunate dall’apparente mancanza di prospettive per il futuro. In particolare, a Crotone sono stati scelti 19 giovani (9 maschi e 10 femmine di cui 3 stranieri, 1 marocchino e 2 serbi), che sono diventati protagonisti del musical realizzato in collaborazione con il Teatro Stabile della città. I ragazzi sono stati selezionati grazie a delle consultazioni con i locali centri di impiego, le case famiglia, i servizi sociali e il provveditorato agli studi.

L’innovativa metodologia di apprendimento utilizzata, individuata anche grazie all’esperienza della Lipa, fa leva sull’interesse dei giovani per la musica, per i talent show e per le esibizioni, e lo trasforma in un mezzo personale e professionale di miglioramento. Il musical diventa quindi un’esca per attirare i ragazzi e trasmettere loro le competenze necessarie per essere socialmente attivi, permette loro l’inserimento in dinamiche relazionali, aumentando la sicurezza e la fiducia dei ragazzi, agevola la loro collocazione in un contesto sociale e lavorativo e infine favorisce la riduzione dell’abbandono scolastico. Questo sistema educativo informale prossimo ai giovani, permette di motivare anche i soggetti più difficili.