Giuseppe Chiari, la mostra

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La mostra di Giuseppe Chiari ideata per lo spazio espositivo dell'Auditorium Parco della Musica nasce dalla considerazione che nella sua attività artistica musica e parola hanno sempre viaggiato su due binari paralleli, spesso incrociandosi e scambiandosi l'una con l'altra.

Sostenitore dell'interazione tra musica, linguaggio, gesto e immagine, Chiari ha infatti elaborato azioni concepite come brevi brani che confluiscono, di volta in volta e senza un ordine prestabilito, in complesse pièces musicali, tese a esaltare la libertà espressiva e il concetto di indeterminazione del fare artistico. Chiari ha infatti composto "musica d'azione" basata su un complesso metodo di esecuzione che, accanto agli strumenti tradizionali, assume come componenti essenziali elementi sonori casuali o aleatori (acqua, foglie secche, sassi) che offrono lo spunto per rielaborazioni e azioni che trovano proprio nella casualità e nell'improvvisazione la costante essenza della sua ricerca (Gesti su un piano, 1962; La Strada, 1965; Suonare la città, 1965).

La mostra presenta due installazioni che hanno come protagonista due pianoforti, naturalmente manipolato e denaturato dall'intervento dell'artista. Alle pareti un compendio delle note partiture di Chiari, da quelle storiche degli anni Sessanta a quelle più recenti degli anni Ottanta e Novanta. Queste partiture mostrano l'evoluzione del suo lavoro, anche pittorico, in cui i segni delle note o le rappresentazioni grafiche dei gesti da compiere assumono un'evidenza visiva tale da imporsi anche quali immagini autonome, e puri prodotti visuali, fino alle realizzazioni più pittoricamente elaborate della maturità che vedono l'uso del collage unito a segni, scritte e timbrature su pentagrammi e spartiti.