Questo week-end fa \”Freddo\” al teatro Quarticciolo

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Debutta oggi al Teatro Biblioteca Quarticciolo “Freddo”, del drammaturgo svedese Lars Norén per la regia di Marco Plini. Razzismo, disagio giovanile e xenofobia al centro della storia. Un atto di denuncia, un contributo alla riflessione su una cultura della tolleranza sempre più necessaria per un futuro prossimo. E' la storia di tre ragazzi adolescenti che si ritrovano a festeggiare la chiusura dell’anno scolastico in un bosco, in compagnia di qualche birra, danno sfogo all'intonazione di cori nazisti.

Connotati di teste rasate e grotteschi simboli nazisti tatuati sul corpo, apparentemente potrebbero sembrare solo tre giovani inquieti il cui unico fine è perdere tempo. I discorsi dei ragazzi riflettono la situazione della Svezia di fine millennio, spaventata dall’arrivo degli immigrati che sono vissuti come possibili inquinatori del puro sangue svedese. Ma i tre amici non sono lì per caso: stanno aspettando l’arrivo di Kalle, loro compagno di scuola di origini coreana, che è stato adottato da una famiglia svedese. Il suo arrivo innesca un crescendo di tensione e violenza che culminerà nel più tragico degli epiloghi.  L’attuale situazione politica registra la crisi del modello socialdemocratico di welfare e inclusione sociale.

Ciò ha rinfocolato rigurgiti nazionalistici che hanno trovato adesione soprattutto da parte dei più giovani, e non solo tra appartenenti alle classi sociali più deboli; sono figli di una società del benessere e non della disperazione sociale. Un gruppo di ragazzi vaga senza meta, beve, schiamazza; quando ragionano tra di loro mostrano insofferenza verso tutto ciò che è diverso dai loro schemi ideologici. Acclamano la loro appartenenza esaltando simboli nazisti, si pronunciano a favore di un ordine costituito e di un assetto familiare che sia in grado di procreare una sana razza bianca. Tutto questo avviene in Svezia, ma è uno spaccato sociale che può verificarsi in qualsiasi parte del mondo. Domani la replica.