Studi di Cinecittà a rischio chiusura

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Cinecittà a rischio chiusura. Arriva dall’associazione dei “100” autori il grido di allarme sulla possibile fine degli storici teatri cinematografici di via Tuscolana.Le procedure sarebbero state avviate la settimana scorsa al ministero dei Beni culturali e, secondo l’associazione, non sarebbe stato presentato “nessun piano di rilancio di Cinecittà Luce". La struttura vive in crisi ormai da tempo, e negli ultimi tempi con i pochi fondi di cui dispone è riuscita principalmente a garantire lo stipendio ai suoi dipendenti. Ma non c’è nessun romanticismo nel chiedere di evitare la chiusura del centro cinematografico: oltre a essere un simbolo dell’Italia nel mondo, Cinecittà è il cuore della storia del cinema e dell'audiovisivo italiano, dalle scenografie al grande archivio dell’Istituto Luce, vera memoria storica del cinema e della stessa storia d'Italia.

Se da un lato il direttore generale del Ministero per i beni culturali, Nicola Borrelli, ha chiarito che al momento la procedura di crisi serve per “avviare una discussione volta a individuare le sofferenze del settore e avviare una strategia di razionalizzazione e di rilancio”, dall’altro il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro ha spiegato che “con il taglio previsto del Fondo per lo spettacolo, che significa per Cinecittà un passaggio da 14 a 7-8 milioni di euro, la struttura rischia di dovere di fatto bloccare le proprie attività”.

Bipartisan è poi arrivato il sostegno della politica: dal Pdl Maurizio Gasparri per il quale “Bastano poche risorse per dare continuita' ad istituzioni culturali fondamentali nella vita della Nazione. Un bacino importante per la memoria storica dell'Italia e per il sostegno alle nostre attivita' culturali", fino a Walter Veltroni che ha ricordato: “I contributi pubblici hanno subito nel giro di pochissimo tempo un taglio secco e la chiusura produrrebbe non solo il rischio di perdere il lavoro per chi a Cinecitta'-Luce e' impegnato, ma un impoverimento gravissimo per la cultura italiana e per la sua capacita' di circolare nel mondo”. E ha concluso: “Sarebbe davvero un amaro paradosso se proprio mentre l'Italia festeggia il centocinquantesimo della sua nascita dovessimo assistere alla chiusura del piu' antico e prestigioso polo dell'industria della cultura e dello spettacolo”. (5web)

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