Ss Lazio, Cavanda arriva tardi all’allenamento. Reja lo manda via

Per la festa scudetto del 12 maggio gli organizzatori non vogliono divisioni: tifosi, società e giocatori tutti insieme all'Olimpico per il grande evento

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Ss Lazio, Cavanda in ritardo all'allenamento, Reja e Tare lo mandano via

Reja non vuole mollare la coppa, l’Europa League per lui è ancora nel mirino e comunque bisogna provarci fino a che la matematica non condanna. Riunione con tutta la squadra prima dell’allenamento sul campo, e testa al prossimo match in casa dell’Inter contro l’ex Hernanes.

L’ALLENAMENTO – A Formello non si sono allenati per infortunio Marchetti e Postiga, Cavanda è arrivato tardi non si sa bene il perchè e si è beccato una strigliata da Reja e poi una da Tare. Il giocatore viene allontanato dall’allenamento, con parole poco rassicuranti sul suo futuro. Oltre mezz’ora di ritardo però non è perdonabile soprattutto senza un motivo ben preciso. Che ci sia aria di divorzio? Con l’Inter Reja dovrà fare a meno di Lulic squalificato per un turno, ma dovrebbe contare su una forma migliore dei rientranti Klose e Dias.

FESTA SCUDETTO – Il 12 maggio si avvicina e per la festa dello scudetto biancoceleste del 1974 è davvero tutto pronto. Gli organizzatori hanno fatto un gran lavoro, si augurano però che all’evento “Di padre in filgio” non manchi nessuno, e che quindi, tifosi, società e giocatori siano tutti lì insieme a festeggiare, senza nessuna divisione. Una festa di tutti, per cui l’invito è a risanare le spaccature e ad evitare battaglie inutili, e a mettere da marte le contestazioni.

LOTITO E I TIFOSI – Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, torna a parlare dei tifosi e del rapporto tra club e ultrà. Il dirigente biancoceleste difende gli appassionati, coloro che rispettando le regole, da quelli che definisce «delinquenti». Non ritiene il Daspo a vita una soluzione ma solo un palliativo e invoca la tolleranza zero.

«Va rivista la responsabilità oggettiva del club, perchè qui non abbiamo stadi di proprietà», spiega e lui non avrebbe mai fatto parlare il suo capitano con gli ultrà. Come riporta Tuttomercatoweb.com, Lotito ha aggiunto: «I violenti devono essere trattati col codice penale. Io ho rispetto dei tifosi, sono l’essenza e la forza di un club, ma è un problema di ruoli. Il tifoso deve fare il tifoso, non può decidere una partita, o il mercato di una società».

 

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