Ss Lazio, Lotito quanti pensieri: dai tifosi al caso Petkovic

Una nota della Curva Nord annuncia la protesta a oltranza: «Noi non ci siederemo al tavolo». Il licenziamento dell'ex tecnico bosniaco finisce in tribunale

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«La contestazione proseguirà ad oltranza, conosciamo il personaggio Lotito e non scenderemo a compromessi con nessuno». È solo l’attacco del comunicato dei tifosi della Curva Nord della Lazio, letto ieri a Radio Sei e riportato oggi da Calciomercato.com, una querelle va avanti ormai da diversi giorni.

LA PROTESTA – I tifosi mettono sul banco degli imputati la gestione Lotito, e mentre col Sassuolo avevano fatto registrare una presenza in massa all’Olimpico per contestarlo, quindici giorni avevano programmato un’assenza massiccia con una protesta fuori dallo stadio. Una contestazione che hanno promesso proseguirà anche in occasione del mach del 23 marzo con il Milan.

LA LETTERA – Nella nota si legge ancora: «Ci saranno degli striscioni di botta e risposta, e se vorremo ne faremo anche più di dieci. Tutti i tifosi vogliono avere delle risposte, non soltanto quelli che riempiono la Nord. Prima c’era un immobilismo totale e una protezione per il presidente, adesso anche l’opinone pubblica ha avuto un ruolo importante per smuovere la questone. Noi non ci siederemo al tavolo con Claudio Lotito, vogliamo che lui dica “Non posso fare più di questo”. A quel punto le cose potrebbero cambiare».

LE SOLUZIONI – Insomma un muro contro muro che avanti da settimane, ma che al momento non ha portato davvero a nulla e per cui non si prevedono soluzioni immediati. Lotito ha detto di non voler andare via e di voler lasciare «la società a suo figlio», ma non in senso di ripicca verso la tifoseria, con cui lui non è mai sceso a patti e non ha intenzione di fare come spesso ha ribadito. Il giornalista Clemente Mimun ha proposta proprio qualche giorno fa di affidare ad Alessandro Nesta il ruolo di ministro o ambasciatore che dir si voglia dei rapporti con la tifoseria, ma non tutti sembrano d’accordo con questa soluzione.

MANCA IL DIALOGO – Nella nota c’è scritto anche che «finchè si parla di regia occulta, al punto di venire accusati di essere collettori di collette, non ci può essere dialogo», un dialogo chiesto da più parti, e di cui ha parlato anche Lotito qualche sera fa a Il processo del Lunedì. «Il nostro auspicio è che lui capisca quello che vogliamo – conclude la nota -, il senso di appartenenza non si misura da una scritta nel colletto della maglia. Noi non abbiamo nessun tipo di interesse, vogliamo semplicemente un futuro migliore per la Lazio. Non fare l’abbonamento non significa non andare allo stadio ma, insieme al fatto di non acquistare prodotti ufficiali, potrebbe creare dei danni economici al presidente ed essere una buona forma di protesta».

IL CASO PETKOVIC – Insomma diversi nodi al pettine da sciogliere per il presidente e per i tifosi, ma tutti dovrebbero remare a vantaggio della Lazio, anche perchè non solo il club, ma la squadra ha bisogno di sostegno. In ogni caso Lotito dovrà vedere di risolvere anche il caso Petkovic che lo porterà in tribunale. L’avvocato del tecnisco bosniao ha depositato il ricorso per il licenziamento per giusta causa. Come riporta Leggo Petkovic chiede danni morali e d’immagine oltre a 500mila euro, perchè secondo il suo legale il caso è singolare, non ci sono regole violate da parte del mister e Lotito avrebbe insultato il tecnico durante una conferenza stampa.

LA RISPOSTA DEL TECNICO – Spunta un’indiscrezione su alcuni commenti che l’ex tecnico biancoceleste Vladimir Petkovic avrebbe rilasciato a Dribbling, un’intervista che andrà in onda domani su Raidue. Parlando del licenziamento, si legge su Lazionews.eu, il mister ha detto: «Ho sofferto come professionista e come uomo. Grandissima l’amarezza che ho provato, per fortuna ho avuto l’appoggio di tanta gente e anche di colleghi importanti che mi hanno fatto capire che sono stato un gentiluomo perché non ho restituito le coltellate che invece ho ricevuto».

(Foto Tedeschi)

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