Rugby, Fiamme Oro nell’arena del Rovigo: 15 gladiatori per un trofeo

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Rugby, il tema della polizia di stato a Rovigo per la finale della coppa italia di eccellenza

Quella di Rovigo non sarà una trasferta come le altre. Non ci sono in palio punti per il campionato ma bensì un trofeo, quello di Eccellenza.

SQUADRE IN CAMPO – A contendersi il primo “alloro” stagionale al Battaglini saranno le Fiamme Oro Roma, indiscitibilmente la migliore formazione tra le romane in gara, e il Rovigo primo in classifica, una squadra capace di piazzare un divario dalle altre. Perchè giocare a Rovigo? È stata una scelta dei presidenti delle squadre, proprio per dare una maggiore dignità al primo trofeo della stagione.

I NUMERI DELLA STAGIONE – Le due squadre approdano alla finale dopo aver vinto i rispettivi gironi: percorso netto per i bersaglieri alla testa del girone A con 28 punti, mentre per le Fiamme, che hanno chiuso primi il girone B composto solo da squadre romane a quota 16, è da registrare un solo scivolone fuori casa con la Lazio.

In campionato il Rovigo comanda con 45 punti in dieci partite (miglior attacco e miglior difesa), le Fiamme Oro inseguono a distanza , 21 punti con lo stesso numero di gare all’attivo. La formazione di Pasquale Presutti è consapevole della forza degli avversari, ma ha tutta l’intenzione di dar battaglia fino all’ultimo minuto e di partecipare comunque da protagonista a quella che sarà una vera e propria festa del rugby.

IL COACH – «Vedere il Battaglini pieno sarà lo spot più bello per il nostro sport che qui nel Polesine viene vissuto in modo particolare – spiega Pasquale Presutti – . Per quanto riguarda il match è chiaro che non partiamo con i favori del pronostico. Ma noi, rispetto ai 47 punti subiti alla prima giornata di campionato, siamo molto cresciuti. Sabato vedremo quanto. Quel che chiedo ai miei ragazzi è di giocare sereni, senza pensare troppo a chi si trovano di fronte, ma nel contempo voglio vedere una squadra combattere al massimo per 80 minuti, senza se e senza ma».

IL CAPITANO – Gli fa eco il capitano delle Fiamme, Nicola Benetti: «Non partiamo favoriti, ma sono certo che  onoreremo al massimo questo impegno. In fondo, da quel che abbiamo fatto vedere finora in questa stagione, posso dire che questa finale ce la siamo ampiamente meritata e giocarla in questo stadio aggiunge quel qualcosa in più. Sarà sicuramente emozionante. In campo scenderemo in quindici, ma è importante ricordare che questa competizione è stata giocata da quasi quaranta di noi».

TRA STORIA E FORMAZIONE – Le Fiamme si sono aggiudicate per quattro volte la Coppa Italia, l’ultima battendo 26 a 12 il Cus Genova, nel 1972. Sono dunque 42 anni che il XV della polizia di stato non approda alla finale dell’ambito trofeo. Coach Presutti ha pochi dubbi per la formazione: Naka, Vicerè e Pettinari comporranno il terzetto delle prime linee, mentre la coppia Sutto e Mammana occuperà la seconda.

I due flanker saranno Zitelli e Vedrani, con Amenta a chiudere il pack con il numero 8. Cabina di regia affidata alla collaudata coppia composta dal capitano Benetti (n.9) e Canna, mediano di apertura. I centri saranno Forcucci e  Massaro, mentre il “triangolo allargato” sarà composto dai tre rodigini Bacchetti, De Gaspari e Barion con il n.15. In panchina siederanno Cocivera, Cerqua, Duca, Cazzola, Balsemin e Marinaro. Per gli ultimi due posti coach Presutti scioglierà gli ultimi dubbi dopo la rifinitura tra Calandro, Di Massimo e  Sapuppo.

Come in ogni partita contro il Rovigo, le Fiamme ritireranno la maglia numero 10, in memoria di Stefano Casotti, il mediano di apertura che giocò con entrambe le società, venuto a mancare a causa di un incidente stradale nel 1995. Arbitrerà l’incontro il signor Spadoni (Padova).

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