Stadio As Roma, non ci sono elementi ostativi. L’idea piace

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«Nessuna opera potrà essere autorizzata se le autorità preposte, come ad esempio l’autorità di bacino, avanzassero riserve o note sugli elementi di rischio sull’area. Allo stato attuale, dopo le verifiche informali fatte prima della carta del novembre scorso, non ci sono però elementi ostativi così rilevanti. Ma bisogna aspettare il progetto finale». A parlare è l’assessore capitolino all’Urbanistica, Giovanni Caudo, parlando del nuovo stadio della Roma nel corso di un intervento in diretta su Radio Popolare Roma.

LE PAROLE DEL SINDACO – Già venerdì scorso erano uscite le prime dichiarazioni sullo stadio proprio dal sindaco Ignazio Marino, che stava visitando la mostra del club giallorosso al Macro-La Pelanda. «Ho appreso dai dirigenti della società che tra poche settimane la Roma sarà in grado di sottoporci un progetto per lo stadio, e su quello ci esprimeremo». Il primo cittadino della capitale aveva anche aggiunto che «dal punto di vista economico non vedo che aspetti positivi. Pallotta ha parlato di un investimento complessivo di circa un miliardo di euro che è evidentemente benvenuto, ancora di più in questo momento».

Ignazio Marino ovviamente plaude al progetto che non solo permetterò la realizzazione del nuovo stadio dei giallorossi, ma anche a tutta una serie di infrastrutture viarie e ferroviarie che saranno necessarie per la zona di Tor di Valle, e che in tempi di crisi potrebbe offrire anche diversi posti di lavoro.«Dai primi di dicembre, quando James Pallotta venne in Campidoglio, si è avviata un’interlocuzione con l’Amministrazione comunale, i proponenti locali, i delegati della Roma e i progettisti americani ma questa non è ancora ufficiale perchè il progetto non è stato consegnato» ha sottolineato l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Giovanni Caudo, a Rete Sport qualche giorno fa.

IL PROGETTO – «Ho avuto modo di conoscere in maniera più puntuale il progetto dello stadio e dell’intorno, l’impressione avuta inizialmente è stata confermata – ha aggiunto Caudo -. È uno stadio pensato per produrre una forte redditività al di là della manifestazione sportiva. È pensato come una macchina che produce eventi, spettacoli, con la possibilità di avere anche dalle gradinate esterne allo stadio per ospitare manifestazioni all’aperto. C’è poi una parte destinata a servizi, ristorazione e seguire così dal “coperto’’ gli allenamenti, mentre si fanno altre attività del tempo libero».

In più, in quelli che Caudo ha definito “campi pratica”, il progetto della Roma prevede di «ospitare squadre provenienti da altri Paesi per stage formativi». Sul rischio che l’area di Tor di Valle, vicina al Tevere, possa essere soggetta a fenomeni di allagamento, l’assessore ha replicato: «Non ci potrà mai essere alcuna autorizzazione, per alcun tipo di intervento se quell’area risultasse anche minimamente a rischio. Allo stato attuale, le verifiche informali fatte ci tranquillizzano». Nessuna possibilità di realizzazione di “standing area” nelle curve, cioè posti in piedi: «Credo di no – ha concluso Caudo – perchè è una questione collegata a un’idea geniale che secondo me hanno avuto gli americani». (Fonte Dire)

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