Nazionale, Florenzi e Destro con l’U21 a caccia del titolo europeo

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Mani sull’Europeo. Due giocatori della Roma stasera tenteranno la grande impresa assieme ai propri compagni dell’Under 21 italiana, approdata all’ultimo atto da giocare contro la fortissima Spagna. Si tratta di Alessandro Florenzi e Mattia Destro che, in realtà, stanno vivendo la kermesse continentale con spirito diverso.

Il centrocampista è titolare inamovibile dello scacchiere del ct Devis Mangia e certamente sarà nell’undici titolare che affronterà le “Furie Rosse” (oggi ore 18). L’attaccante, invece, è scivolato pian piano fuori dalla formazione di base azzurra che ora prevede il tandem composto dal genoano Immobile e dall’ex romanista Borini (autore del gol decisivo nella semifinale contro l’Olanda), appoggiati dal talentino del Napoli Insigne. Per loro sarà comunque una soddisfazione giocare una gara importante, così come grande è stato l’orgoglio di un altro romano, Alessio Cerci, che ha giocato con la maglia dell’Italia “dei grandi” nel mitico stadio brasiliano del “Maracanà”, teatro della sfida di Confederations Cup contro il Messico.

A Cerci sono arrivate le congratulazioni “istituzionali” da Valmontone, suo paese natio. «Vedere il nostro concittadino Alessio Cerci calcare il campo del mitico stadio di Rio de Janeiro dove Pelé scrisse la storia del calcio mi riempie di orgoglio, a nome di tutti i cittadini di Valmontone – ha detto il sindaco Alberto Latini -. Alessio, calcisticamente parlando, è cresciuto e ha mosso i primi passi sull’erba del campo dei Gelsi (l’impianto di Valmontone, ndr)». «Ad Alessio Cerci, e alla sua famiglia – ha aggiunto il vice sindaco Eleonora Mattia – vanno i migliori auguri di tutta l’Amministrazione comunale per questo evento storico per la nostra città».

La vittoria col Messico non è riuscita ad addolcire però l’umore di Daniele De Rossi che in zona mista avrebbe dichiarato che «a Roma si vive di calunnie, in Nazionale sono considerato un giocatore molto importante» come riporta anche il sito della Gazzetta. E poi ancora: «Quando vengo in Europa, in Nazionale, sono considerato non dico una stella, ma un giocatore molto importante e quando vado a Roma invece devi stare sempre attento a come ti muovi».

Tiziano Pompili