Basket, Roma non teme Siena: «Cambiamo la storia»

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«Sappiamo che sarà una serie difficile, ma noi vogliamo cambiare la storia». A poche ore dalla prima palla a due della finale scudetto tra Virtus Roma e Montepaschi Siena, il coach dei capitolini Marco Calvani descrive le impressioni in casa Acea alla vigilia di un traguardo storico.

Due quintetti che già cinque anni fa, nel 2008, si sono sfidati per giocarsi il tricolore, con la “corazzata Montepaschi” che s’impose 4-1. Ma in questi cinque anni le due squadre hanno cambiato molto, soprattutto l’Acea che nel 2008 puntava senza mezzi termini alla vittoria, con giocatori come David Hawkins, Erazem Lorbek e Ibrahim Jaaber nel ruolo di play.

Anche Siena, dopo sei scudetti vinti consecutivamente, a inizio stagione ha detto addio al suo storico coach Simone Pianigiani, affidandosi a Luca Banchi, suo storico vice. Nonostante il cambio tecnico i toscani hanno potuto contare su un roster composto da giocatori del calibro di Bobby Brown, miglior realizzatore dei play-off, Benjamin Eze sotto canestro, David Moss e Daniel Hacket. Il terzo posto ottenuto in stagione regolare permette alla Virtus di poter contare sul fattore campo, con quattro delle ipotetiche sette gare da disputare al PalaTiziano.

«Per noi a inizio stagione sarebbe stato incredibile solamente immaginare di arrivare a giocarci il campionato – continua il tecnico capitolino -. Ovviamente non possiamo che essere soddisfatti per aver superato quelli che erano i nostri obiettivi. Roma e Siena sono due formazioni create con obiettivi diametralmente opposti, noi dovevamo ottenere una tranquilla salvezza, mentre il team toscano era stato creato per centrare il settimo titolo consecutivo e andare avanti in Europa. Noi comunque – termina Calvani – siamo pronti a giocarci le nostre carte».

Sfida particolare per il capitano della Virtus, Gigi Datome, che è stato lanciato in serie A proprio dalla Montepaschi di Pianigiani. Destino comune con Lorenzo D’Ercole. Come era prevedibile, nelle ore prima della gara si è scatenata la “caccia al biglietto”, con i tagliandi di gara 1 e 2 andati esauriti nelle giornate di domenica e lunedì.

Paolo Pizzi