AS Roma, la terza rivoluzione: giallorossi su Allegri, Berlusconi permettendo

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Allenatore e calciomercato. La Roma si prepara alla terza rivoluzione in tre anni.

Archiviata la querelle dialettica tra Osvaldo e Andreazzoli, che è comunque costata all’azzurro la Nazionale, la società sta provando infatti a piazzare gli unici colpi che potrebbero riaprire la linea di credito con la tifoseria azzerata domenica scorsa con la sconfitta nel derby di Coppa Italia. Il primo tassello è l’allenatore. A Trigoria sono convinti di avere in pugno Massimiliano Allegri.

Pallotta, che è stato raggiunto a Londra da Baldini l’altro ieri, avrebbe dato il via libera per un ingaggio di oltre 3 milioni a stagione. Tutto pronto dunque per l’annuncio del nuovo tecnico, se non fosse per un dettaglio: Allegri è ancora sotto contratto col Milan e pare che Berlusconi non voglia liberarlo prima di aver trovato un’alternativa. Servirebbe quindi, come minimo, un incontro tra il presidente rossonero, l’ad Galliani e lo stesso Allegri, che però sta diventando una chimera. Prima l’annuncio di Galliani, che lunedì sera aveva promesso un «incontro giovedì», poi le indiscrezioni che vorrebbero Berlusconi in vacanza fino a domenica hanno messo rischio la riunione.

La Roma, in tutto ciò, non può far altro che aspettare, anche se il precedente con Mazzarri (tutto fatto, col tecnico che poi è andato all’Inter) non lascia tranquillo nessuno. Piano B? Per il momento nessuno ci pensa e anche il paventato abboccamento con Mancini, al momento, è solo suggestione. Allenatore dunque, ma anche calciomercato perché, se è vero che gli acquisti andranno fatti in sintonia col nuovo tecnico, è altrettanto vero che certi giocatori a Roma non possono più stare. I primi sui quali si ragionerà sono quelli in prestito o in comproprietà. Goicoechea, Piris e Tachtsidis non hanno dimostrato attitudine alla categoria e se dovessero rimanere, lo farebbero solo da comprimari.

Poi ci sono i casi scottanti. Stekelenburg, ceduto a gennaio al Fulham ma tornato indietro per mancanza di alternative nelle ultime ore di mercato, completerà ciò che aveva lasciato interrotto. Il più controverso invece è il caso Osvaldo. Lo scambio di battute al vetriolo con Andreazzoli ha sancito una certezza: entrambi nella stessa società non possono più rimanere e se è vero che l’ex tattico di Spalletti avrà un ruolo dirigenziale, è altrettanto evidente come l’italoargentino sia destinato a partire. Da scegliere però la destinazione: la Roma vuole solo denaro cash e preferirebbe non venderlo a squadre italiane per evitare di rafforzare la concorrenza. Anche se, nella confusione che si respira in queste ore, verrebbe da chiedersi, prima di quale sia la concorrenza, quali saranno i veri obiettivi di stagione.  

Vincenzo Nastasi