C’è il derby. L’atmosfera si scalda

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LAZIO
 
Spero sia una festa per le squadre e per la gente sugli spalti. E’ un momento importante per la città e per il calcio. Una grande prova per tutti». 
Al Quirinale. Sono le parole di Louis Saha pronunciate venerdì al termine dell’udienza al Quirinale con il presidente della Repubblica Napolitano a cui ha partecipato insieme al presidente Lotito e al responsabile della comunicazione Stefano De Martino. Dopo l’incontro con il Papa sono terminati gli appuntamenti istituzionali e tutti sono concentrati per la sfida di questo pomeriggio allo stadio Olimpico.
 
L’attaccante francese salterà la stracittadina per un problema muscolare e per questo non è partito per il blindato ritiro di Norcia che si è concluso ieri in serata con il ritorno a Formello della squadra.
 
Il ritiro. Tre giorni intensi di lavoro in cui i biancocelesti hanno cercato di riordinare le idee e ripartire per affrontare una delle sfide più importanti della storia della capitale. Nell’ultima seduta in terra umbra, Petkovic ha potuto riabbracciare Gonzalez anche se l’uruguaiano ha svolto solo un lavoro differenziato e qualche palleggio. Il sudamericano resta in dubbio a causa della fascite plantare che lo perseguita da un po’ anche se è stato lo stesso giocatore ad essere positivo rivolgendosi ai tifosi: «Va un pochino meglio, speriamo che vada ancora meglio domani». 
 
 
In campo. Molto dipenderà dalla rifinitura di oggi in cui il tecnico bosniaco svelerà le prime carte, anche se ci sono ottime possibilità che la Lazio torni al 4-1-4-1. Due i dubbi che affliggono l’allenatore. Il primo è in difesa dove Marchetti, Konko e Radu hanno il posto assicurato, mentre al centro Biava, Dias e Cana si giocano due maglie. Ledesma agirà da vertice basso della linea mediana proteggendo il trio formato da Candreva, Hernanes e Lulic. Gonzalez è il secondo dubbio se dovesse recuperare sarebbe il quarto centrocampista. Qualora El Tata non dovesse farcela è pronto Onazi. In attacco spazio a Klose, con Floccari, Ederson e Mauri che partiranno dalla panchina.
 
I tifosi. Intanto nella città non si parla d’altro e i sostenitori della truppa di Petkovic sognano il doppio colpo: alzare il trofeo e sconfiggere gli eterni rivali. Per caricare la squadra un gruppo di abbonati della Curva Nord è arrivato fino a Norcia dove ha ottenuto un confronto con la squadra cercando di spronare i ragazzi a dare il massimo: «Vincendo si fa la storia». 
Il toto-scommesse. La Lazio dovrà “combattere” anche contro i bookmakers che la vedono partire sfavorita nelle quote con la sua vittoria che vale 2,80 volte la posta contro il 2,40 dei giallorossi.   Klose e compagni sfavoriti? La storia insegna che il derby è una partita a sé e che non sempre a vincere è Golia…
 
Antoniomaria Pietoso
 
 
 
 
ROMA
 
Da romano mi aspetto una prova di maturità da parte della mia città». Daniele De Rossi ne è convinto: il derby di oggi sarà una festa. «Avremo la responsabilità – ha detto venerdì il centrocampista all’incontro col presidente della Repubblica – di dare, dal campo, l’esempio a chi sarà sugli spalti».
Al Quirinale. Stemperare gli animi è dunque il diktat in casa giallorossa: il derby vale più di una stagione, purché sia giocato e vissuto con serenità da tutti. L’auspicio è stato espresso anche ieri al Quirinale, dove Napolitano ha ricevuto le delegazioni delle due squadre capitoline, oltre al presidente del Coni Malagò e a quello della Lega di Serie A Beretta. Un incontro cordiale, nel quale il capo dello Stato ha espresso l’auspicio che «la faziosità becera sia eliminata dagli stadi come dalla politica» e che il «razzismo, emblema del degrado sociale, sia bandito dalla nostra società».
 
I tifosi. Anche perchè l’atmosfera si sta scaldando troppo. A Trigoria è comparsa una scritta minacciosa “O coppa o Morto”, insieme ad altre non proprio “sportive”. Messaggi di teppisti più che di tifosi veri. E intanto oltre ai 1000 agenti, sono stati chiamati in servizio 1.200 steward e allertate 4 società che potrebbero mettere a disposizione i loro uomini. Ore di riunioni continue tra le parti interessate.  
 
Il ritiro. E proprio in vista della finale di Coppa Italia, da venerdì alle 15 la Roma è ufficialmente in ritiro. I cancelli del Fulvio Bernardini si sono chiusi ermeticamente (nessuna apertura straordinaria ai tifosi in programma), per riaprirsi solo domani pomeriggio. Due allenamenti (uno già andato in scena ieri) e due notti da vivere tutti insieme, protetti dalle mura blindate del centro tecnico. 
 
In campo. Alle 11 di sabato la rifinitura, anche se Andreazzoli ha già scelto gran parte degli interpreti del suo 4-2-3-1. Nonostante le reti innalzate attorno ai campi per impedire a cronisti e curiosi di sbirciare le prove tattiche, qualche dettaglio è trapelato. Il tecnico giallorosso, all’ultima panchina con la Roma, vuole lasciare un ricordo indelebile e si affiderà al modulo che finora ha dato maggiori garanzie. In porta non ce la fa Stekelenburg, che lascerà il posto a Lobont. In difesa affiora qualche dubbio: si tenterà di recuperare Torosidis ma, in caso di assenza, Andreazzoli schiererà Marquinhos sull’esterno destro con Burdisso e Castan centrali, affiancati da Balzaretti dall’altro lato. A centrocampo spazio alla coppia De Rossi-Bradley, mentre la batteria di trequartisti dietro a Osvaldo sarà composta da Lamela, Totti e Florenzi.
Il toto-scommesse. Nel frattempo, fra i tifosi, si fa largo la scaramanzia. Tra social network e radio, la sicurezza della vigilia lascia progressivamente spazio a una sana febbre da derby.
 
Vincenzo Nastasi