Razzismo, Abete: «Le multe non bastano, chiudere settori stadio»

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Fra sostenibilità economica, stadi e fair play, si è svolto oggi a Milano il workshop ''Il calcio che vogliamo'' organizzato da Gazzetta dello Sport e Tim. Ospiti della sala Buzzati i vertici del calcio italiano, dal presidente del Coni Giovanni Malagò, al presidente della Figc Giancarlo Abete, al vicepresidente federale Demetrio Albertini, a quelli delle leghe di Serie A e Serie B, Maurizio Beretta e Andrea Abodi, fino al presidente dell'Aia Marcello Nicchi, e vari presidenti e dirigenti di club da Andrea Agnelli a Adriano Galliani, Giampaolo Pozzo, James Pallotta, Claudio Lotito ed Enrico Preziosi.

A margine del convegno, il presidente federale Abete ha affrontato vari argomenti come riforme, razzismo, stadi. ''Il ruolo del Parlamento – ha sottolineato – è fondamentale per gli stadi, anche se Juve e Udinese dimostrano che si può fare senza. Loro hanno usato siti già esistenti, se si cercano quelli nuovi servono leggi. 

Razzismo? Siamo in normative sportive internazionali. Nel prossimo congresso Uefa parte il rafforzamento della norma con chiusura di parti dello stadio, le multe non bastano, non è un deterrente sufficiente. Queste norme porteranno ad un salto di qualità, ma serve formazione e prevenzione: le frange di incivili esistono ovunque, dobbiamo isolarli ed evitare che creino danni''.

E, per concludere, un auspicio: ''Il tecnico Montella è stato molto equilibrato ieri sera nei commenti. Non giudico la singola giornata, il campionato è frutto di 38 giornate. La Fiorentina è stata a un passo da un grande risultato. Ora con la Coppa Italia si deve chiudere bene la stagione''. (asca)