AS Roma, mini rivoluzione: il futuro è nelle mani del portiere

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Il futuro della Roma riparte (anche) dal portiere. Mentre l’attenzione è ormai calamitata sulla scelta del nuovo allenatore, il calciomercato giallorosso ha infatti iniziato a muovere i primi passi.

Il ruolo di estremo difensore è quello numericamente più coperto, ma il peggiore in quanto a qualità. Per questo, pur con diverse situazioni, è in arrivo una mini-rivoluzione. Innanzitutto gli acquisti: la Roma ha praticamente ingaggiato Rafael, portiere classe 1990 del Santos. L’accordo con la società brasiliana è pronto: 4,5 milioni di euro il costo del cartellino, mentre il giocatore guadagnerebbe 1,5 milioni a stagione. Qualcosa in meno rispetto allo stipendio di Stekelenburg, che ha le valige pronte da qualche settimana. La sua cessione infatti è la condizione principale per la conclusione dell’affare Rafael. Per l’olandese ci sono alla finestra molte squadre inglesi, ma il Fulham, a cui era stato praticamente venduto a gennaio, può vantare una corsia preferenziale per un’operazione da circa 6 milioni di euro.

Altro sicuro partente è Mauro Goicoechea. Il portiere uruguaiano, arrivato in prestito con diritto di riscatto, tornerà al Danubio. La società giallorossa non ha intenzione di sborsare altri 700.000 euro per acquistarlo a titolo definitivo.

Chi invece rimarrà è Bogdan Lobont. Il portiere romeno, che gioca col setto nasale fratturato, è tornato nel cuore dei tifosi e la società sta pensando a un rinnovo del contratto in scadenza al termine della stagione. Infine c’è “l’affaire Julio Sergio”. Il «terzo miglior portiere del mondo», come amava definirlo Luciano Spalletti è in rotta con la Roma. I dirigenti lo hanno da tempo messo ai margini del progetto tecnico, tanto che gli era addirittura stato accordato il permesso di recarsi in Brasile per trovare un ingaggio. Julio Sergio però ha fatto ritorno a Trigoria a mani vuote. Il suo contratto scade nel 2014, ma in estate si farà di tutto per trovare una soluzione che lo porti lontano da Roma.

Nel frattempo, mentre Burdisso suona la carica, puntando «la finale di Coppa Italia, una gara da vincere per riscattare l’annata non soddisfacente», il Codacons non si arrende. Dopo il rifiuto del presidente del Tar di ripristinare l’orario serale, i consumatori alzano il tiro. Nella giornata di ieri è partita una diffida al prefetto di Roma, con l’intento di spostare addirittura la data del match. Per l’associazione guidata da Rienzi infatti «anche l’orario delle 18 mette a rischio l’ordine pubblico e i festeggiamenti post-gara possono influire sul corretto svolgimento delle elezioni Amministrative».

Vincenzo Nastasi