Derby di Coppa, caso istituzionale

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«Mi confronterò col prefetto e col presidente della Lega di Serie A in merito all’orario e al giorno della finale di Coppa Italia, in modo da evitare cortocircuiti istituzionali». Prova a mettere un po’ di ordine il sindaco di Roma Gianni Alemanno nell’intricata questione della finale di Coppa Italia tra Roma e Lazio.

Dopo la vittoria dei giallorossi a San Siro si è messo in moto il circuito che proverà a trovare una soluzione condivisa a quello che rischia di diventare un caso istituzionale. Al momento la data è quella di domenica 26 maggio, collocazione decisa dalla Lega di Serie A ormai qualche mese fa. L’orario, per questioni di diritti tv e audience, deve essere serale, ma il fatto che in finale siano arrivate le due squadre romane complica la faccenda.

Due i temi fondamentali. Il primo è squisitamente logistico: il 26 e 27 maggio, a Roma, si vota per le elezioni amministrative e con un certo numero di forze dell’ordine impegnate a presidiare i seggi fino a tarda sera, può nascere un problema di schieramento.

Il secondo invece riguarda la sicurezza. Dopo il derby dello scorso 8 aprile e gli scontri a Ponte Milvio (il bilancio è stato di 8 feriti e 4 arresti), il ministro dell’Interno Cancellieri e il prefetto di Roma Pecoraro avevano gridato in coro: «Mai più derby di sera». A nulla sono valse le osservazioni di quanti sottolineavano come gli scontri fossero avvenuti prima della partita e in pieno giorno, come quelle dell’ex prefetto Achille Serra, che aveva invitato il collega in carica a «non arrendersi dinanzi a 200-300 teppisti». La soluzione dunque uscirà dal giro di consultazioni avviate dal sindaco Alemanno, che si è augurato di «risolvere tutto entro 3 o 4 giorni», anche se la decisione finale spetta sempre al prefetto, l’unico in grado di adottare provvedimenti per la tutela dell’ordine pubblico. Il presidente del Coni Malagò ha auspicato che la partita «si giochi di domenica, perché sabato 25 c’è la finale di Champions League, mentre sarebbe assurdo programmare la finale in un giorno feriale».

La discussione resta aperta, ma Mauri e Andreazzoli sono concordi nel voler giocare di sera. Il capitano biancoceleste ha spiegato: «La sera sarebbe meglio, ma non sono decisioni che competono a noi». Il tecnico giallorosso è stato più diretto: «Rabbrividisco al pensiero di dover giocare un derby a fine maggio di giorno. Sarebbe una sconfitta per la città e rovinerebbe una giornata di sport».

Diverso invece l’intervento di De Rossi che ha acceso la sana competizione lanciando la prima frecciatina: «Alla finale pensavo dalla gara di andata anche se avrei preferito affrontare una squadra più forte della Lazio». Mauri ha dribblato le polemiche limitandosi a commentare: «Le parole di De Rossi? Lo ha fatto solo per caricare l’ambiente, ma noi siamo pronti».

In tutta Europa si parla del match. Criscito, difensore dello Zenit di Spalletti, si augura «di non vedere lo scempio degli incidenti visti nell’ultima sfida». Dall’Inghilterra, due ex del recente passato come Borini e Laudrup sono concordi nell’eleggere la stracittadina romana come la più sentita: «Il derby di Roma? Più incandescente di quello di Liverpool e di Real-Barcellona».

Vincenzo Nastasi e Antoniomaria Pietoso