Lazio, dove è finita la corazzata biancoceleste?

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Era il 13 gennaio quando la Lazio superava per 2-0 l’Atalanta e, complice il pareggio della Juventus a Parma, i biancocelesti si trovavano ad appena tre punti dai piemontesi. Oggi a circa tre mesi di distanza, i capitolini vivono un’altra realtà meno rosea.

Un girone di ritorno da brivido ha reso vano uno straordinario girone d’andata, con i capitolini che adesso sono a 23 punti dalla capolista e sono stati raggiunti e superati da Napoli, Milan, Fiorentina e Roma. Meglio è andata nelle coppe dove Petkovic ha sempre giocato per vincere, al contrario di altri club del nostro paese, puntando sempre sugli uomini migliori. Raggiunta la finale di Coppa Italia, alle spese della Juventus, si è arresa ai quarti in Europa League contro il non insuperabile Fenerbahce contro cui sono mancate, oltre a un arbitraggio equo, soprattutto le energie.

Cinquanta gare ufficiali, nessuno ha giocato tanto in Italia, sono forse troppe per un gruppo falcidiato dagli infortuni e con una rosa piuttosto corta che andava forse puntellata a gennaio. Il match con la Juventus ha evidenziato il cuore e la voglia dei calciatori che non sono assistiti, però, dalle gambe. Giocatori come Hernanes e Ledesma, che dovrebbero rappresentare quel quid in più, da un po’ di tempo giocano al di sotto delle proprie possibilità.

La Lazio fatica soprattutto a fare gol, basti pensare che Klose, colpito da un paio di infortuni, è a secco nel 2013. L’acciaccato Floccari, le cattive condizioni di Saha e un Kozak a cui servirebbe continuità, per trovare la freddezza sotto porta che ancora gli manca, hanno fatto il resto. La dea bendata, che secondo i detrattori della Lazio aveva aiutato tanto i biancocelesti, da mesi ha ormai voltato le spalle ai capitolini. A questo va aggiunta la grana Zarate, ormai fuori rosa, ma che di fatto toglie un’alternativa a Petkovic. L’argentino, insieme a Cavanda e Diakite, è uno dei casi spinosi della squadra e tutti e tre appaiono destinati a fare le valigie per accasarsi altrove in estate.

Adesso l’importante è chiudere al meglio in campionato e cercare di conquistare la vittoria in Coppa Italia per evitare di ritrovarsi solo con un pugno di mosche in mano.

Antoniomaria Pietoso